Teresa Maria Totaro
Teresa Maria Totaro, scomparsa il 18 novembre 2011 durante una risonanza magnetica nel reparto di radiologia presso la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (Fonte image: Lilli Quitadamo – Tutti i diritti riservati)

Manfredonia. ”4 anni…Smettere di piangere spesso posso. Dimenticare mai”. E’ quanto scrive a Stato Quotidiano Lilli Quitadamo a 4 anni dalla scomparsa di Teresa Maria Totaro, sua compagna di vita.

I fatti. Lo scorso 18 novembre 2011 la signora Teresa si era recata (con la compagna) all’ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo, e “nel corso di una risonanza magnetica, dopo la somministrazione del liquido di contrasto, è morta”. Lilli Quitadamo, compagna della donna da 23 anni era lì quella mattina e da quel giorno “non si dà pace” cercando “verità e giustizia”. Il caso è già stato seguito da un legale.

Teresa viveva a Siponto, vicino Manfredonia, in una casetta sul mare con Lilli, la sua compagna da 23 anni. Lilli va indietro con la memoria a quell’incontro che l’ha fatta ritornare in Italia dalla Germania, ricorda le battaglie con le femministe della Casa Internazionale delle donne di via del Governo vecchio a Roma, ricorda quella Manfredonia che ha trovato al suo ritorno, dove le femministe erano niente più che “putèn”, ma che tuttavia ha sempre rispettato la loro unione. E forse è solo la sua tempra, che nel dolore, la spinge ancora a fare di questo suo caso una battaglia pubblica: “Noi ci siamo tutelate con un testamento per tutto quello che sarebbe accaduto dopo. Ma quante coppie di fatto ci pensano? Per la legge italiana io non avrei potuto nemmeno entrare in ospedale insieme a Teresa. Vorrei che la nostra storia serva anche a tutte le altre coppie di fatto”. L’associazione radicale “Mariateresa Di Lascia” sta dando il suo sostegno a Lilli nella ricerca della verità. Intanto si aspettano i risultati dell’autopsia, che si spera saranno disponibili quanto prima. Contrariamente a quanto già comunicato l’esito per ora è stato ulteriormente prorogato. g.defilippo@statoquotidiano.it” (testo pubblicato nel novembre 2011).

Da ricordare come nel marzo 2012 c’è stata un’interrogazione urgente all’allora assessore regionale alla salute Ettore Attolini da parte del consigliere regionale del gruppo SEL (oggi in quota Socialismo Dauno) Pino Lonigro. ”Perchè non procedere ad un’indagine conoscitiva sulle cause che hanno determinato la morte della signora Teresa Maria Totaro, avvenuta nel novembre 2011 durante un accertamento nella Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo?”. “Ritengo a mio parere giusto – commentò Lonigro – conoscere le reali cause che hanno portato al decesso di una nostra concittadina, mentre si sottoponeva all’esame di risonanza magnetica, che si svolge con la somministrazione del liquido di contrasto, in una struttura da molti ritenuta d’eccellenza, quale l’ospedale di San Giovanni Rotondo. Bisogna, fugare ogni dubbio – continuò Lonigro – accertando le vere e reali cause che hanno determinato la morte della povera Teresa Maria, verificando se si sia trattato di un caso fortuito oppure se non ci si debba trovare di fronte ad un’altra brutta pagina di malasanità. Purtroppo, come tutti sappiamo, questa triste piaga sociale in Italia colpisce in modo orrendo, tanto che le stime parlano di oltre 30 mila decessi legati a vicende di cattiva sanità”.

“Per questo – spiegò l’allora consigliere SeL – ho chiesto nella mia interrogazione all’assessore competente (Ettore Attolini, ndR) che vengano intraprese tutte le iniziative possibili per far luce sull’inquietante episodio, anche attraverso l’istituzione di una commissione, al fine di verificare se siano stati commessi degli errori umani ed organizzativi e conoscere in breve tempo i risultati dell’indagine autoptica”. “Il diritto ad un’assistenza sanitaria giusta e professionalmente elevata – concluse Lonigro – è un diritto sacrosanto di ogni cittadino e noi tutti, a nostra volta, abbiamo l’altrettanto sacrosanto dovere di renderla sempre più efficiente, cercando di eliminare le cause che determinano delle morti a volte alquanto sospette”.

IL CASO – L’INTERVENTO DELL’ASSOCIAZIONE DI LASCIA – L’APPELLO DELLA COMPAGNA DELLA DONNA

L’interrogazione parlamentare. Sulla vicenda il 19 dicembre 2011 sarebbe stata presentata anche un’interrogazione parlamentare ( Interrogazione parlamentare) dei senatori radicali Donatella Poretti e Marco Perduca al Ministro della Salute, Renato Balduzzi. I senatori hanno chiesto al Ministro se intenda avviare un’indagine interna per stabilire “l’entità del fenomeno per lo specifico prodotto (liquido di contrasto)”, se inoltre “erano presenti nella sala di radiologia i farmaci cortisonici, antistaminici e gli strumenti quali la maschera di ossigeno che consentono di intervenire tempestivamente in caso di effetti indesiderati quali lo shock anafilattico”; e “se al momento dell’arresto cardio-circolatorio della paziente durante la risonanza fosse immediatamente disponibile nell’area della radiologia l’anestesista dedicato al servizio” e “se nella stessa area fossero permanentemente presenti e funzionanti le attrezzature cliniche necessarie per la rianimazione cardio-respiratoria”.

g.defilippo@statoquotidiano.it

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