Manfredonia. Il Liceo classico è stato spostato. Troppe parole sono state dette sulla presunta eccellenza del classico, sulla non adeguatezza dei locali dello scientifico, sulla possibilità che si possa fare lezioni anche all’aperto, sull’apertura e chiusura mentale dei liceali e non poteva mancare la studentessa dello scientifico di buon cuore… Il Liceo classico non è stato spostato per un sisma o un’onda lunga; è stata una scelta politica.

L’edificio del Liceo scientifico è affollato (non c’è posto per biblioteca e laboratori) e, per le due scuole, è proibito crescere. La struttura dove prima si trovava il Classico ospiterà la scuola alberghiera. Vanno via 10 classi e ne arrivano 3, restano vuote 15 -16 aule! Uno dei luoghi più attraenti della città, un edificio ampio e funzionale, posto sulla scogliera e circondato da un vasto cortile… il pensiero che fosse sprecato per il “classico” forse si è affacciato spesso negli ultimi tempi di “rilancio” del turismo. Io credo che il disegno sia più ampio: porre in quel luogo altre attività legate all’ospitalità (lì si trova già il Museo del mare): un luogo di seminari e di formazione, presentazione di prodotti e piatti tipici, sede dell’agenzia del turismo… Una idea interessante!

“(…) Che i due istituti siano accorpati a livello amministrativo non significa che debbano fondersi”

Che i due istituti siano accorpati a livello amministrativo non significa che debbano fondersi, perché proprio questa è la naturale conseguenza di una operazione condotta frettolosamente e superficialmente. Non mancano altrove esempi di scuole che hanno accolto altre scuole, ma si è provveduto per tempo e si è discusso su cosa mettere insieme (ingresso, biblioteche, laboratori…) e cosa tenere diviso. Unità nella diversità. Perché gli istituti devono esistere separatamente e “competere”.

E’ opportuno iniziare un discorso sulla scuola, in questi tempi e in questo territorio, perché ridefinisca e affermi il suo ruolo culturale e politico. Non esistono meriti acquisiti, bisogna guadagnarli sul campo. Non esistono maghi o taumaturghi, servono buoni artigiani che con continuità, giorno per giorno, diano qualità, accompagnino gli studenti, curino i luoghi. Dice una massima di Confucio: il miglior sistema di governo è quello di cui nessuno parla. Ci sono scuole, a Manfredonia e altrove, che lavorando umilmente hanno creato un buon ambiente di lavoro, di ricerca, di apprendimento. Non ci sono più eccellenze, tutte le scuole hanno una valenza formativa.

Sono stato per molti anni commissario agli esami di Stato (in Toscana, in Umbria…). Ebbene non c’era differenza tra i nostri alunni e quelli del Liceo classico e scientifico di Arezzo sulla preparazione scolastica. La differenza era marcata in quello che di aggiuntivo viene dalla città e dal territorio. Ad Arezzo, a Foligno, a Poppi… la maggioranza degli alunni partecipavano alle “corali”, alle stagioni teatrali, a iniziative varie… avevano un legame profondo con il territorio. Utilizzavano tutto ciò che veniva messo a disposizione. E non erano solo risorse pubbliche. Ho notato pure (sempre come commissario agli esami di Stato) che la differenza tra gli istituti tecnici e i Licei non sta negli alunni migliori, sullo stesso livello di quelli liceali, ma nella media complessiva, più modesta in quegli istituti, a causa delle condizioni di partenza.

Berlusconi era appassionato di numerologia. Ricordiamo le famose tre I per la scuola (Impresa, Internet, Inglese): ci fu una sollevazione del variegato mondo della cultura, della sinistra… Tutti dissero che la scuola è formazione e lui pensava solo agli affari. Quando venne a Manfredonia per il Contratto d’area nel 2002 propose per il Sud tre T: terra, turismo e la terza t era testa (poi nell’intervento parlò di tecnologia). Mica male, vero? Sicuramente un programma più vario e mosso che non la monotonia della sola parola turismo. Se ci mettiamo la testa e l’innovazione ci mettiamo tutto. Nei mesi e giorni scorsi inaugurazioni di musei e di nuovi spazi nel Parco archeologico di Siponto, discorsi sulla bellezza, una grande enfasi sui beni che vengono dal passato… non poche persone hanno pensato alle opportunità e al ruolo delle scuole e del Liceo classico in particolare, che ha partecipato negli anni passati a progetti e campagne di scavo.

(A cura di Paolo Cascavilla – fonte www.futuriparalleli.it/)

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