Manfredonia. Gli effetti delle primarie del 2014, per come sono nate, condotte e subito ricomposte. Cancellando le differenze e l’opposizione.

Scena 1. 21 dicembre 2014. File continue fin dal mattino. A sera 12.386 votanti. Facce di sinistra, di destra, di altrove… I portatori dei voti contano e raccolgono. Di tutto, “Anche il pattume” – dicono con malacreanza. Vince Riccardi: “Quando dici la verità, la vittoria è scontata… Ora si volta pagina e si governa davvero. Il primo mandato è per essere rieletto, il secondo è per la storia”.

Scena 2. 26 dicembre 2014. Incontro Riccardi e Ognissanti e altri. In coro dicono: “Abbiamo scherzato. Tutti dentro. Gli sconfitti alle primarie dentro lista Pd”. O in liste di fianco. Accordi elettorali fino al 2030 (allora si prevede il cambio di maggioranza). Nel Consiglio comunale si entra, si esce, e inizia la ricerca dei numeri mancanti. Tutti sanno i voti raccolti e se manca solo uno, parte il ricorso… Bordo (onorevole) elogia Manfredonia che “sperimenta l’allargamento del perimetro delle alleanze”. Persone onorevolmente di destra rivestite di sinistra, e persone banalmente di sinistra rivestite di destra.

Scena 3. 22 aprile 2017. Manfredonia Nuova e Movimento Est inviano un banditore per la città per un appello ai cittadini a votare compatti alle primarie Pd aperte a tutti. “Una occasione per uscire fuori dalla partitocrazia e dal populismo. Sosteniamo Emiliano a noi vicino”.

Scena 4. 23 aprile 2017. Trotta – Segretario Pd – invia altro banditore: “Solo gli elettori del Pd partecipano alle primarie. Emiliano arruola chiunque porti consenso. Non assisteremo in silenzio e richiameremo gli altri partiti a rispettare le nostre regole”. Scirpoli, segretaria del circolo Pd di Mattinata: “gruppi ballerini e transumanti si attivano per questo o quel candidato. Non sarà consentita la partecipazione alle primarie di altri gruppi politici. Solo il confronto partecipativo alimenta la democrazia di una comunità, unica ratio delle primarie”.

Scena 5. 24 aprile 2017. Twitter 5 stelle. “Pd nostro avversario politico. Nostro intento è batterlo politicamente. Esortiamo i non elettori del Pd a non immischiarsi… Evitare indecoroso spettacolo ultime primarie: promiscuità di varie forze elettorali ha impedito l’espressione della vera volontà elettori Pd. Non fornite aiuto a chi nella contesa nazionale cerca forme di riscatto dopo i disastri amministrativi locali”.

Scena 6. Domenica 30 aprile 2017. Si vota e appaiono facce di sinistra, di destra di altrove. Bordo (onorevole): “A Emiliano voti da forze politiche diverse, distanti e alternative al Pd. Come a Nardò”. Boccia (onorevole) risponde: “A Nardò Emiliano ha risolto problemi della città e il voto di destra è di amicizia e non politico”. A Manfredonia corre una voce: “Voti di centrodestra sostengono anche Orlando”.

Voce fuori scena 1. Il tempo della malafede cambia la società e la vita pubblica. E’ l’epoca del realismo dei piccoli calcoli, si agisce solo per l’immediato. “Egomania, il male del nostro tempo. Il suo effetto sull’individuo è quello di un’empietà radicale, in quanto esso porta a ignorare tutto ciò che non serve a fini immediati” (N. Chiaromonte).

Voce fuori scena 2. L’unico futuro sono i posizionamenti sulla scacchiera delle cariche e delle candidature. “Un individuo il quale non riconosca come un’evidenza prima che più importante di lui è il legame tra lui e gli altri (la comunità), tra lui e l’insieme delle cose, sarebbe tempo, diciamo, di avvedersi che un tale individuo è puramente e semplicemente un mostro” (N. Chiaromonte).

Voce fuori scena 3. Una conversione? A che cosa? Alla semplicità delle cose, alla essenzialità delle proposte. Rinunciare all’idea perversa “così va il mondo”. Convincersi che il futuro è di questa comunità e che bisogna cercare, cercare ancora e altrove.

(A cura di Paolo Cascavilla, fonte futuriparalleli.it)

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