Le belle cece – A.Vitali, 2015

Tra i titoli di Andrea Vitali più recenti vi è questo divertente romanzo, che riporta agli intrighi e scaramucce di paese della Bellano degli anni Trenta

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Andrea Vitali
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Bologna/Manfredonia. Tra i titoli di Andrea Vitali più recenti vi è questo divertente romanzo, che riporta agli intrighi e scaramucce di paese della Bellano degli anni Trenta.

LE BELLE CECE. Maggio 1936. Con la fine della guerra d’Etiopia nasce l’impero fascista. E Fulvio Semola, segretario bellanese del Partito, non ha intenzione di lasciarsi scappare l’occasione per celebrare degnamente l’evento. Astuto come una faina, ha avuto un’idea da fare invidia alle sezioni del lago intero, riva di qui e riva di là, e anche oltre: un concerto di campane che coinvolge tutti i campanili di chiese e chiesette del comune, dalla prepositurale alla cappelletta del cimitero fino all’ultima frazione su per la montagna. Un colpo da maestro per rendere sacra la vittoria militare. Ma l’euforia bellica e l’orgoglio imperiale si stemperano presto in questioni ben più urgenti per le sorti del suo mandato politico.

In casa del potente e temutissimo ispettore di produzione del cotonificio locale, Eudilio Malversati, si sta consumando una tragedia. Dopo un’aggressione notturna ai danni dell’ispettore medesimo, spariscono in modo del tutto incomprensibile alcune paia di mutande della signora. Uno è già stato rinvenuto nella tasca della giacca del Malversati. Domanda: chi ce l’ha messo? E perché? Il problema vero, però, non è questo, bensì che fine abbiano fatto le altre. Dove potrebbero saltar fuori mettendo in ridicolo i Malversati, marito e moglie? Non essendo il caso di coinvolgere i carabinieri, per non mettere in giro voci incontrollabili, il Semola viene incaricato di risolvere l’enigma. Ma alla svelta e senza lasciare tracce, o le campane, questa volta, le suonerà il Malversati, con le sue mani, e saranno rintocchi poco allegri per la carriera del Semola.

ANALISI. I romanzi di Andrea Vitali sono così popolari perché raccontano l’Italia che tutti conoscono, quella più piccola e provinciale, coi suoi mille difetti e altrettanti pregi, con personaggi bizzarri e improbabili presenti in realtà in ogni cittadina o paese. E anche se le sue storie sono quasi tutte ambientate a Bellano, le “maschere” a cui ricorre sono universali ed è facile riconoscerle. A questo si aggiunga una buona dose d’ironia, che trasforma episodi insignificanti in pretesti per mettere in scena la classica commedia all’italiana, con rimandi tra gli altri anche ai film di Totò. “Le belle Cece” rientra in questo schema, offrendo al lettore intrattenimento leggero e spensierato, qualche risata e qualche ora di buonumore. Di certo non l’opera migliore di Vitali, ma pur sempre un romanzo da non ignorare.

L’AUTORE. Andrea Vitali è nato a Bellano nel 1956. Medico di professione, ha coltivato da sempre la passione per la scrittura esordendo nel 1989 con il romanzo Il procuratore, che si è aggiudicato l’anno seguente il premio Montblanc per il romanzo giovane. Nel 1996 ha vinto il premio letterario Piero Chiara con L’ombra di Marinetti. Nel 2003 il suo Una finestra vistalago ottiene il premio Grinzane Cavour, sezione narrativa, e il premio letterario Bruno Gioffrè. Ha continuato a riscuotere ampio consenso di pubblico e di critica con i romanzi che si sono succeduti, costantemente presenti nelle classifiche dei libri più venduti, ottenendo i maggiori premi letterari italiani, tra i quali il premio Bancarella nel 2006 (La figlia del podestà), il premio Ernest Hemingway 2008 (La modista), il premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante, il premio Campiello sezione giuria dei letterati nel 2009, quando è stato anche finalista del premio Strega (Almeno il cappello), il premio internazionale di letteratura Alda Merini, premio dei lettori, nel 2011 (Olive comprese). Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l’opera omnia. Con Massimo Picozzi ha pubblicato anche La ruga del cretino.

Il giudizio di Carmine
Carmine Totaro
Andrea Vitali
LE BELLE CECE
2015, Garzanti
Valutazione: 3/5

(A cura di Carmine Totaro – Redazione Stato Quotidiano.it – Riproduzione riservata)

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