Anche se non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace, spesso l’occhio non sa proprio rinunciare alla sua parte, in particolare se si parla di seduzione e conquista. Cambiano le mode, si succedono le tendenze, ciò che ieri era un must oggi è definitivamente out: tra pochi anni ci si chiederà perché oggi indossavamo vestiti tanto brutti e perché ci si ostinava a tenere i capelli pettinati in un modo tanto ridicolo. Per non parlare di trucco e sopracciglia. Più passeranno gli anni più questa sensazione probabilmente si intensificherà.

Con questa premessa, ecco alcuni singolarissimi consigli, che in termini contemporanei potrebbero essere visti quasi come un “tutorial”, risalenti addirittura alla fine del I secolo a.C., tratte dalla celebre “Ars amatoria” del poeta latino Ovidio. Composta nell’1 a.C. o nell’1 d.C., l’opera era destinata a offrire agli uomini strategie di conquista delle donne e alle donne consigli su come attrarre il proprio amante. I consigli sono qui presentati e commentati come puro divertissement, nella piena consapevolezza delle enormi differenze esistenti tra la cultura e la mentalità antiche e la nostra (si dovrà, tra l’altro, in virtù di tali differenze, sopportare la lettura di alcune affermazioni, che dal punto di vista contemporaneo potrebbero apparire piuttosto sessiste).

Ingredienti per una serata speciale:

1Partire da quel basic che travalica i millenni: non tralasciare di coltivare il proprio rapporto con l’acqua.

Ovidio scrive: “Che nelle ascelle l’aspro odore del capro non alligni” – in pochi avrebbero saputo esprimersi oggi con parole così efficaci – “e non siano le gambe irte di duri peli!”. “O devo anche avvertirvi che l’incuria non vi annerisca i denti e che il viso va lavato ogni mattina con l’acqua appena attinta?” (III, 193-198)