Foggia. Foggia decorata a festa, fra canti in piazza all’insegna del jazz e del gospel, l’albero sfavillante e i mercatini, non sembra nemmeno quella dell’emergenza abitativa che ha provocato scene da guerriglia urbana la settimana scorsa. Non pare quella della sicurezza messa continuamente in gioco da una criminalità che fa saltare le saracinesche dei negozi o di un’immigrazione che ha fatto di viale 24 maggio la sua sede fissa, sfrattando esercizi storici e rendendo un dormitorio a cielo aperto quello che un tempo era il salotto della città. Ma Natale ha i suoi comandamenti, e va detto che nell’organizzazione di eventi di piazza, dal 15 d’agosto ai riti di dicembre, il sindaco Landella ha pochi emuli. Ci tiene, Foggia risponde, coltiva la passione del jazz da sempre e si precipita in piazza Battisti per scatenarsi. Si compiace della folla del 24 mattina disseminata in strada, quando tutto sembra più bello e magico. Tra frizzi e lazzi sono stati spesi 50-60mila euro, fosse questo il problema si potrebbero colmare altre lacune.

Emergenza case e contributi comunali

Ma com’è andato l’anno dell’amministrazione comunale? L’emergenza abitativa è esplosa nel caso degli sfrattati dal distretto ma si tratta di una costante anche dell’anno precedente. I senza tetto di Vico della Pietà, di Via San Severo, del Salice. Si calcola che siano almeno 600 le persone in questa condizione. Se è vero che si attendono le case che Arca Puglia e Consorzio Unitario Coop devono consegnare ad una città afflitta da una carenza cronica di abitazioni, insieme a quelle che i costruttori hanno promesso con gli accordi di programma, si riscontra anche l’inerzia per il contributo agli indigenti messo in calendario solo nell’ultimo bilancio comunale. I soldi arrivati dalla Regione, 700mila euro, erano a diposizione del Comune che non aveva la voce in bilancio. Parliamo di una quota del 2015 di cui mille famiglie non potranno usufruire per pagare l’affitto, almeno per ora.

Raccolta differenziata e trasporti

La raccolta differenziata- la lanciò una grande conferenza stampa con sindaco, presidente Amiu e assessore all’ambiente nel 2015- è fallita. Lo spot era: “Foggia non sarà più un bidone”. Siamo ad una percentuale del 17,31% , molto lontana dal 60% richiesto. Restano i bidoni inutilizzati e un’eco tassa maggiorata per non avere centrato gli obiettivi previsti, che vuol dire 1milione e 500mila euro l’anno in più a carico dei cittadini. Da aggiungere che la discarica ex Agecos, acquistata dal Comune per aumentare la capienza della discarica comunale, è costata oltre un milione di euro più 700mila di copertura. Senza dare i risultati, evidentemente.

Ad agosto l’Ataf ha minacciato lo sciopero in una tensione fra azienda e comune riguardante la contrattazione decentrata. Questi scontri hanno avuto una ricomposizione nei mesi successivi anche se restano difficili i rapporti fra amministrazione e lavoratori. La proposta di bandi per la riqualificazione del personale, proposta di queste ore, è stata bocciata perché l’azienda ritiene “non sia la priorità laddove si è proceduto ad un drastico taglio dei salari e con un parco macchine disastroso”. Un sondaggio sul gradimento dei trasporti commissionato all’Unione dei consumatori di Foggia dallo stesso Comune ha rilevato a metà dicembre che i mezzi sono vecchi e poco sicuri, che il centro è servito meglio della periferia dove si registrano molti ritardi, che in molti non fanno il biglietto. Inoltre: le strisce blu sono poco visibili, i parcometri per le auto non sono presegnalati e si vaga per metri alla ricerca della macchinetta. Fin qui l’Unione consumatori. Ma si registra anche un’insoddisfazione dei cittadini per un piano del traffico che non c’è, e se chiudi il centro per le feste devi poter offrire dei parcheggi in più, dare la possibilità a chi vuol arrivare in bici o in auto o con il treno dai paesi limitrofi di trovare un’area dove sostare, oltre a prevedere una navetta. Nulla di tutto questo.

Azione della giunta

Finalmente dopo 10 anni l’amministrazione ha prodotto il piano per il commercio che sarà in vigore dal prossimo anno e che dovrà tornare in aula dato che alcuni articoli di quello regionale, sulla cui base è stato stilato, sono stati giudicati incostituzionali. Si attende l’esito del buon Piano delle periferie preparato dall’assessorato all’urbanistica con la collaborazione della tecnostruttura, un piano che dovrebbe servire a collegare meglio la città nei suoi vari quartieri. Il piano è al vaglio del Ministero. Non pervenuto il prossimo step del treno tram che avrebbe dovuto proseguire attraverso la città dopo il percorso sui binari e di cui non sia hanno aggiornamenti, né risulta che qualcuno prema in Regione o presso le Ferrovie per questo obiettivo. Rallentata la riscossione dei tributi di circa il 50%, come risulta da una relazione dei revisori dei conti, in due anni molto tormentati circa la definizione di chi fosse incaricato a tale compito. Il Consiglio di Stato ha deciso all’inizio di dicembre che sarà Mazal, vincitrice del ricorso contro il Comune di Foggia, cui era stato revocato il contratto.
Dal punto di vista della tenuta della maggioranza, contro gufi e profeti di sventura, a Landella non sono mai mancati i numeri in aula nonostante qualche esodo dei suoi consiglieri verso i Conservatori e riformisti ed il passaggio all’opposizione di Fratelli d’Itala. Una giunta senza rimpasti, quest’anno, dopo un inizio tormentato di nomine e dimissioni. Un esecutivo giovane, stabile, che non si segnala per particolari slanci programmatici.

(A cura di Paola Lucino, Foggia 27.12.2016)

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