Bologna/Manfredonia. Mentre è in uscita, proprio in questi giorni, il nuovo romanzo di Camilleri con protagonista il commissario Salvo Montalbano, “La rete di protezione”, presentiamo il penultimo capitolo della serie, pubblicato un anno fa.

L’ALTRO CAPO DEL FILO. A Vigàta stanno tutti cercando di dare una mano: gli agenti, il commissario e il suo vice Mimì Augello, i due interpreti locali, le associazioni di volontariato e le famiglie stesse dei poliziotti. Tutti si prodigano per alleviare le sofferenze dei migranti che ormai nel porto arrivano ogni notte. Duramente provati dai ritmi forsennati del duplice incarico – gestire la sicurezza della città di giorno e soprintendere agli arrivi di disperati di notte – gli uomini del commissariato si dividono i compiti. Eppure qualche circostanza eccezionale costringe Montalbano a tornare al porto anche fuori dal proprio turno di lavoro. È proprio durante uno di questi “fuori programma” che il commissario più celebre d’Italia viene raggiunto dalla notizia della morte della sarta del luogo, una donna nei cui confronti tutti a Vigàta mostrano simpatia e rispetto e della quale lo stesso Montalbano ha appena fatto conoscenza. Un giallo nel più classico stile di Camilleri, in cui la soluzione si annida tra le pieghe di uno scampolo di tessuto.

ANALISI. Salvo Montalbano è senza dubbio il commissario più conosciuto e amato in Italia, anche grazie alla serie televisiva di grande successo tratta dai romanzi di Camilleri. Ogni nuova indagine è accolta con grande entusiasmo dai lettori affezionati, nonostante ormai l’autore, “data la mia presunta cecità” come ammette, sia oggi aiutato (materialmente e creativamente) nella stesura da Valentina Alferj. “L’altro capo del filo” parte affrontando l’attualità degli sbarchi di immigrati lungo le coste italiane, e l’omicidio appare improvvisamente nella storia soltanto a pagina 107, annunciato con la solita enfasi da Catarella. Parte così un’indagine che appare da subito piuttosto complessa. Trattandosi di un giallo, i lettori più pignoli potrebbero sottolineare le tante ingenuità presenti nell’intreccio, anche la soluzione del caso non convince completamente, tuttavia la lettura dei libri di Camilleri è talmente piacevole e appagante che alla fine risulterebbe un esercizio piuttosto sterile. Il linguaggio utilizzato, da sempre uno degli espedienti vincenti, è in questo caso forse più ostico che in passato, ma alla fine dovrebbe risultare abbastanza comprensibile a tutti. Montalbano che legge i romanzi con protagonista Rocco Schiavone (altro personaggio di successo creato da Antonio Manzini) è un bellissimo omaggio di Camilleri a un collega.

L’AUTORE. Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925), regista di teatro, televisione, radio e sceneggiatore, ha insegnato regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Tra i suoi cento titoli ricordiamo: Il libraio di Preston (1995), Un filo di fumo (1997), La concessione del telefono (1998), Il re di Girgenti (2001), La rivoluzione della luna (2013) e i romanzi con protagonista il commissario Salvo Montalbano: La forma dell’acqua (1994), Il cane di terracotta (1996), L’odore della notte (2001), La pazienza del ragno (2004), Le ali della sfinge (2006), L’età del dubbio (2008), La caccia al tesoro (2010), Una lama di luce (2012), La piramide di fango (2014), Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano (2014) e La giostra degli scambi (2015).

Il giudizio di Carmine
Andrea Camilleri
L’ALTRO CAPO DEL FILO
2016, Sellerio
Valutazione: 3½/5

(A cura di Carmine Totaro, Redazione Stato Quotidiano.it – Riproduzione riservata)

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