Arriva il Jobs act per le partite Iva, il nuovo Statuto dei lavori autonomi varato dal governo “con l’obiettivo di costruire per tali lavoratori, prestatori d’opera materiali e intellettuali non imprenditori, un sistema di diritti e di welfare moderno capace di sostenere il loro presente e di tutelare il loro futuro”. Il ddl disciplinerà anche lo ‘smart working’, per favorire, come si legge nel comunicato finale del Consiglio dei ministri, “l’articolazione flessibile della prestazione di lavoro subordinato in relazione al tempo e al luogo di svolgimento”.

Ecco i punti salienti:

  • Solo contratti scritti.  Addio alle condotte abusive da parte del datore di lavoro che non potrà modificare unilateralmente le condizioni del contratto o recederlo senza congruo preavviso.
  • Gravidanza, malattia e infortunio non comportano l’estinzione del rapporto di lavoro. Viene stabilito anche il riconoscimento del diritto di percepire per 5 mesi l’indennità di maternità, “indipendentemente dalla effettiva astensione dall’attività lavorativa”. Ad entrambi i genitori dei bambini nati dal primo gennaio di quest’anno viene garantito inoltre un congedo di sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino.
  •  Prevista la deducibilità al 100% delle spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità finalizzate all’inserimento o reinserimento del lavoratore autonomo nel mercato del lavoro (fino a 5mila euro). Tetto a 10mila euro per dedurre “la partecipazione a convegni, congressi e corsi di aggiornamento professionale, e in misura integrale delle spese per gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà, allo scopo di favorire la stipula di tali polizze”.
  • Gli autonomi sono equiparati alle piccole e medie imprese.
  • La prestazione lavorativa potrà essere svolta in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, ed entro i limiti della durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale previsti dalla legge e dal contratto collettivo.

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