Dai falò purificativi in onore della Vergine a quelli celebrativi per Sant’Antonio Abate e San Ciro. Dopo l’Epifania in Puglia ricomincia il ciclo delle feste in onore dei santi protettori.

Rituali in cui si confondono i confini tra folclore popolare e religione. “Patroni di Puglia” (www.patronidipuglia.it) traccia itinerari per promuovere questi eventi tradizionali.

11 gennaio Castellana Grotte (Ba)

Si comincia dalla provincia barese, da Castellana Grotte, dove la sera dell’11 gennaio e per tutta la notte, 70 falò arderanno negli angoli del centro storico, del centro abitato e nelle campagne.

E’ la notte delle cosiddette “fanove”, che illumina e scalda la città delle grotte da 315 anni. Un rito che si ripete dal 1691 quando la città fu colpita dall’epidemia della peste. Grazie ad un miracolo della Madonna della Vetrana Castellana Grotte fu liberata dalla peste, secondo il credo popolare molte persone guarirono grazie all’olio miracoloso della lampada che illuminava il quadro della Madonna, venerata in un’antica chiesetta vicino l’attuale Santuario Maria SS. della Vetrana. Per evitare l’incedere del contagio, si dette fuoco a tutto ciò che era stato in contatto con il morbo. I falò assolvono perciò a una duplice funzione: rievocano le suppellettili bruciate in occasione della liberazione dalla peste, ardono in segno di festa ed esultanza. (info 080.490.02.06 – www.comune.castellanagrotte.ba.it).

16 gennaio Novoli (Le)

Spostandosi più a sud, in Salento, la rete “Patroni di Puglia” arriva a Novoli (Lecce) dove il 16 gennaio si rinnova l’appuntamento con la Fòcara, ossia l’accensione del falò più grande d’Europa (20 metri di diametro e 25 di altezza) in onore di Sant’Antonio Abate. Dal 13 al 18 gennaio a Novoli sono attese più di 150mila persone, secondo gli organizzatori. L’undicesima edizione del «Focara festival» conta 25 gruppi, con 130 artisti provenienti da Italia, Perù, Portogallo, Germania, Nigeria, Inghilterra, Romania. Gli artisti si esibiranno in cinque concerti gratuiti nei «giorni del fuoco». Tra i nomi di questa edizione ci sono anche i Subsonica, Antonella Ruggiero, Fanfare Ciocarlia, Mad professor e Brother culture.

17 gennaio Giovinazzo (Ba)

Secondo l’agiografia il giovane Antonio (251 d.C. circa; 17 gennaio 356 d.C.) ritiratosi in meditazione nel deserto, riuscì miracolosamente a scampare all’incendio della sua capanna; fu così considerato dai suoi seguaci il “protettore del fuoco”, guaritore dalla peste e dalla cosiddetta patologia del “fuoco di Sant’Antonio”. Il culto del santo si diffuse a Giovinazzo probabilmente con la dominazione francese tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo. “Patroni di Puglia” segnala il 17 gennaio la festa di “Crepiet e pignet”: nella cittadina a nord di Bari si rinnova la tradizione di riunirsi attorno al fuoco nelle piazze della città e mangiare assieme fave “crepiet”, cucinate in grosse pentole di creta dette “pignet”, e accompagnate da prodotti della terra come le olive in acqua, e un buon vino rosso.

30-31 gennaio Grottaglie (Ta)

E’ ancora il fuoco il protagonista delle celebrazioni religiose e popolari di San Ciro a Grottaglie, medico, eremita, martire e patrono della città stessa. Il 30 gennaio, la sera precedente la festa patronale tutta la popolazione si riunisce per l’accensione del falò o foc’ra (viale Gramsci – zona 167, anticamente si teneva in piazza Regina Margherita). Si tratta di una catasta di legna di diverso tipo alta anche fino a 10 metri, sistemata in modo da formare un grande cono alla cui sommità viene posta una croce con su affissa l’immagine del santo. La sera, al termine della funzione religiosa, l’arciprete e i fedeli si recano, seguiti dalla banda, al luogo destinato e, dopo la benedizione rituale, si da fuoco al falò. Questa tradizione è collegata al martirio del santo che prima di essere decapitato subì torture col fuoco.

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