Papa Francesco si è detto shockato e profondamente rattristato alla notizia dell’attacco terrorista che ha tolto la vita a sedici persone in Yemen, tra cui quattro Missionarie della Carità, suore dell’ordine fondato da Madre Teresa di Calcutta, che si trovavano in Yemen per servire i più bisognosi, in un paese che da un anno circa vive un contesto drammatico di guerra – è infatti terreno di scontro “indiretto” tra Iran e Arabia Saudita; la città di Aden, dove ha avuto luogo l’attentato, è in mano alle forze governative che combattono i ribelli. Dall’inizio della guerra in Yemen si sono registrate oltre 6mila vittime e l’80% della popolazione vive in condizioni di estrema povertà.

All’appello manca, inoltre, un sacerdote salesiano, per il quale non si esclude l’ipotesi del rapimento.

In un telegramma firmato dal segretario di Stato, Pietro Parolin, il Papa ha condannato l’attacco come un “atto di violenza insensata e diabolica” e ha chiesto «in nome di Dio a tutte le parti coinvolte nel conflitto» di «rinunciare alle violenze, rinnovare il proprio impegno per la gente dello Yemen, in particolare per i più bisognosi» che le missionarie di Madre Teresa «hanno cercato di servire». Ha pregato, inoltre, perché questa strage “svegli le coscienze, guidi a un cambiamento dei cuori e ispiri tutte le parti a deporre le armi e intraprenda un cammino di dialogo”.

Le quattro suore uccise erano originarie di paesi diversi: sister Anselm veniva dall’India, sister Margherite e sister Reginette dal Rwanda, sister Judith dal Kenya. Non sono le prime dell’ordine a perdere la vita nel paese medio-orientale: al 1988 si data l’uccisione di altre tre consorelle. 

Fonti:

La Stampa

Avvenire (Yemen, le 4 suore uccise. Quell’amore in cambio di niente)

Avvenire (questa strage svegli le coscienze)

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