Foggia. “La satira è in grado di porre problemi in forma diversa rispetto al saggio impegnato. E’quasi scomparsa dalla carta stampata, si è trasferita in rete, sui social. Anche quest’anno un successo di pubblico ed ospiti importanti”. E’ il festival delle idee, o “Colloquia”, organizzato dalla fondazione Banca del Monte e di cui parla il presidente Saverio Russo, rassegna giunta alla nona edizione. Con un pubblico sempre più esperto nel porre domande, sempre più attento al panorama culturale cittadino da lasciare qualunque impegno della domenica mattina, e del sabato pomeriggio, per esserci.

Un week end con Makkox, Rocco Tanica, Andrea Zalone, Serena Dandini, Gene Gnocchi a discutere di “Libera satira in libero Stato”, rievocando la tv che fu e i nuovi format televisivi, considerando l’apporto della rete e le epoche che cambiano. Moderatore delle due giornate, il giornalista del Corriere della Sera Tommaso Labbate.

Quei programmi nati e cresciuti su un’intuizione


Il ricordo della tv della ragazze e di Corrado Guzzanti è passato attraverso la recente trasmissione di Gigi Proietti ‘Cavali di battaglia’, segno che sul web c’è un patrimonio di programmi che qualcuno pensa bene di ripescare, “anche perché si rivelano ancora attuali”, notano Dandini e Gene Gnocchi ospiti della domenica mattina. Non si tratta di nostalgia, di un improponibile “come eravamo”, piuttosto di un ripensamento critico di come si costruiva su un’intuizione. “Partecipando- racconta Gene Gnocchi- il programma nasceva dal basso, lo vedevi crescere, penso a ‘Mai dire gol’, per esempio, oggi non è più così”. Ma non prendeva corpo solo un programma, era una “squadra di costumisti, sceneggiatori, truccatori all’opera, parliamo di lavoro per cui bisogna spendere dei soldi, una squadra da cui si scoprivano talenti, adesso vedo prevalere un certo pressapochismo, ‘speriamo che ci vada bene’ senza un lavoro alle spalle” prosegue la conduttrice e ideatrice di tante trasmissioni.

La tv delle ragazze inaugura un nuovo humor


Ma cosa fu la tv delle ragazze con la satira femminile? chiede Labbate: “Mi auguro che non si parli di satira femminile. Quando ho cominciato io nel sentire comune lo humor era prerogativa maschile, la comicità delle donne solo di contorno. Poi al direttore di Rai3 Angelo Guglielmi parlai del progetto. Mi rispose che non capiva molto, ma ‘siete animate da passione, quindi fatelo’, ci disse. La forza di un direttore è anche nell’intuire una passione. Oggi la società è formattizzata, ed anche la tv deve stare nel format”. A proposito, per esempio, del meccanismo del talent, Gnocchi distingue, pur accettando il genere, il suo un ruolo “dissacrante” nel nuovo programma ‘Lo scherzo perfetto’: “Instillare un virus, un dubbio in uno schema preordinato”. Il messaggio che emerge dal dibattito- mentre Dandini illustra come ci siano anche altri mezzi per stare vicino al proprio pubblico “smaliziato, non lo prendi in giro per più di una stagione” e questi mezzi sono i libri, il teatro – è: no alla tv a tutti i costi. “Ci sono comici che vogliono spiegare il mondo, a me non me ne frega niente, noi facciamo intravedere altre possibilità, a me interessa far capire, non diventare un predicatore”, dice Gnocchi rispondendo a una domanda della platea.

La satira e i politici


La satira si è sempre confrontata e scontrata con le pressioni della politica, che gli artisti confermano: “Nessuno ci ha mai messo per iscritto che certe cose non si potessero dire, qualcuno ha telefonato”. La domanda delle domande riguarda la comicità applicata alla politica: “Oggi è tutto talmente squalificato, talmente basico che anche la satira politica è squalificata, non per caso si registra tanta disaffezione degli elettori”. Per Dandini invece restano i margini per riproporla. La conclusione è più o meno questa: “Di fronte alla povertà di idee è difficile anche prenderli in giro, alcuni si sono rivelati una macchietta per come si sono posti davanti alle telecamere, per le battute rilasciate ai microfoni”, insomma poco spazio, con variabili nei punti di vista, alla fantasia di chi quei personaggi potrebbe ripensarli e reinventarli.

Ci sono programmi che riproporrebbero, da ‘Parla con me’ definito “l’antiformat per eccellenza data la massima libertà sperimentata” a ‘La Grande notte’, una specie di nomination sulle cose peggiori del momento che entusiasma Gene Gnocchi mentre almanacca i temi eventuali. Poi c’è ‘Techetechetè’, con la carrellata di frammenti televisivi. Dandini lo cita perché la gente ogni tanto le dice “Sa l’ho vista ieri in tv”. Risposta: “Signora, era 10 anni fa”. Sbalzi temporali ancora d’attualità. ‘Colloquia’ registra umori, prospettive e fissa l’agenda.

(A cura di Paola Lucino, Foggia 20.03.2017)

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