Roma. Dopo i dati deludenti sui saldi resi noti il 13 gennaio da Federdistribuzione, oggi anche Federazione Moda Italia conferma il dato negativo. “Avevamo chiesto alle regioni di anticipare i saldi a sabato 2 gennaio, invece di farli partire di martedì. La ragione era semplice. Nel primo giorno di saldi si realizza il 15/20% delle vendite di fine stagione che, nel complesso, rappresentano il 12% sul volume d’affari annuo. Mancare questo appuntamento poteva, quindi, rovinare un’intera annata” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Purtroppo, non ci hanno ascoltato. Tutti i dati finora resi noti confermano il nostro timore. Un calo dovuto sia all’inizio dei saldi in una giornata lavorativa come martedì, sia al minor numero di giorni di saldi durante il periodo festivo, prima dell’Epifania, quando le persone sono in vacanza o hanno comunque più tempo libero per fare shopping” ha proseguito Dona. L’Unione Nazionale Consumatori ricorda che lo scorso anno i saldi invernali erano iniziati sabato 3 gennaio 2015. Di seguito i dati: Federazione Moda Italia oggi ha comunicato che nella prima rilevazione si è registrato un dato medio inferiore dello 0,5% rispetto a quello dello stesso periodo di giorni di saldo del 2015, con una diminuzione dello scontrino medio da 111,36 euro dell’anno scorso a 108,01 euro di quest’anno. Federdistribuzione, il 13 gennaio, ha comunicato le vendite dei primi dieci giorni di gennaio (dall’ 1 all’ 11), segnalando un calo dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Eloquente, poi, il commento del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, che il 14 gennaio ha espresso un cauto ottimismo: “Cauto per quanto riguarda l’inizio e ottimismo per quanto riguarda la fine”. “Naturalmente anche noi speriamo in un cambio di rotta prima della fine dei saldi, ma per ora non possiamo che registrare il dato negativo. Speriamo che il prossimo anno ci diano retta!” ha concluso Dona.

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