Il Faust  è quello di Camus, quello del totalitarismo, della dismisura: è il progresso e il ‘titanismo’ economico del mondo contemporaneo. Elena è la Bellezza della cultura classica, non sterile e fine a se stessa, ma “in grado di assumere un ruolo morale e civilizzatore, di guidare le azioni degli uomini, di riportare un equilibrio, di diffondere una verità, ma anche instillare un dubbio e, con il dubbio, una coscienza critica” (www.corrierepl.it). Unire il Faust all’Elena, il titanismo contemporaneo alla bellezza antica, è lo scopo di una nuova rubrica sul Corriere Nazionale, redatta da due studentesse di lettere classiche dell’Università di Bari, Martina Santamaria e Stefania Lupelli. 

Come avviene l’unione del titanismo con la Bellezza? Per mezzo della valorizzazione e della diffusione della cultura classica, che passa attraverso una concezione del greco e del latino, non di lingue ‘morte’, ma di strutture portanti dell’italiano contemporaneo, strumenti di logica e di analisi. E, prima ancora, strumenti per perpetrare il ricordo, la memoria di una cultura che ha ancora tanto da trasmettere al presente, soprattutto in termini di valori umani: il senso profondo della compassione, l’empatia nei confronti dei vinti, l’ispirazione alle grandi azioni.

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