Bari. “Il 17 maggio va celebrato non solo a parole, ma con atti concreti per il pieno superamento di ogni forma di discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere. Tanti traguardi sono già stati scanditi da questa data, grazie al supporto e alla partecipazione delle associazioni LGBT in sinergia con le istituzioni e tanto ancora c’è da fare per rendere la nostra regione un luogo realmente inclusivo e giusto. Per questo nel mio primo 17 maggio da presidente della Regione intendo annunciare l’avvio del percorso istituzionale per la scrittura della Legge regionale contro l’omotransfobia e il bullismo omofobico. Un percorso che sarà partecipato e che mira a realizzare uno degli obiettivi contenuti nel nostro nostro programma di governo”: sono le parole del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano nella Giornata mondiale contro l’omotransfobia. La Regione Puglia rinnova dunque il proprio impegno contro ogni forma di discriminazione e per l’affermazione dei principi sanciti dall’articolo 3 della Costituzione. La legge regionale contro l’omotransfobia e il bullismo omofobico è uno dei punti del Programma di governo che è stato costruito attraverso la partecipazione attiva dei cittadini e votato dal Consiglio regionale. Alla voce Diritti e Cittadinanza infatti si legge: “Il primo programma in cui ci riconosciamo e che rappresenta la nostra casa comune, è la Costituzione repubblicana, in particolare l’articolo 3. La Puglia vuole essere un modello di cittadinanza sostanziale, sociale e materiale, rimuovendo gli specifici ostacoli di ordine culturale, socio-economico, fisico, che limitano l’accessibilità ai diritti, contrastando le forme di discriminazione basate sul genere, l’orientamento sessuale, la religione, l’età, la disabilità, la condizione economica.”

Le azioni previste dal programma vanno nella direzione del sostegno a progetti e a misure di contrasto della discriminazione basata sul genere, l’orientamento sessuale, la religione, l’età, la disabilità, la condizione economica, la provenienza territoriale.

Su questo solco si svilupperà il percorso di elaborazione della legge regionale coordinato dalla Presidenza, con una prima fase istruttoria che analizzerà le norme e le azioni positive già in vigore a livello regionale, nel confronto con altre esperienze italiane ed europee. Per giungere alla definizione di un testo base, che sarà comunque sempre aperto alla partecipazione. La Regione Puglia peraltro, ha aderito nell’ottobre scorso, con delibera votata dal Consiglio regionale, alla rete Re.a.dy, la rete nazionale delle pubbliche amministrazioni antidiscriminazione, di cui fanno parte oltre cento amministrazioni regionali, provinciali e comunali per avviare politiche di inclusione sociale delle cittadine e dei cittadini LGBT, sviluppando azioni e promuovendo atti e provvedimenti per contrastare ogni forma di discriminazione.

Redazione Stato Quotidiano.it

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