Milano, morte 73enne di Manfredonia. Inchiesta Procura
Antonio Caracciolo

Manfredonia. SI svolgeranno domani, martedì 12 gennaio, alle ore 15.30 in Cattedrale a Manfredonia, i funerali di Antonio Caracciolo, 73enne del centro sipontino deceduto il 04 gennaio 2016 all’interno della Clinica Città Studi di Milano, ex Santa Rita, dove è stato sottoposto ad interventi chirurgici per la cura di un cancro alla prostata. Come comunicato, l’uomo “la notte tra il 31 dicembre 2015 e il primo gennaio 2016 ha avvertito dolori insopportabili dopo un intervento“. In seguito un’altra operazione, che “non lo ha purtroppo salvato dal decesso”.

Antonio Caracciolo, ex autista di ambulanza, aveva “seguito il consiglio del medico di famiglia” decidendo di affidarsi alle cure della Clinica Città Studi, “istituto di eccellenza e all’avanguardia“. Da qui la partenza da Manfredonia con la moglie e i quattro figli per raggiungere Milano. Come riporta un articolo del Fatto Quotidiano, la sera del 28 dicembre l’uomo viene operato. Ma “i problemi iniziano già dalle ore successive e si accentuano tra il 29 e il 30 di dicembre“. “La situazione si aggrava il giorno di San Silvestro“. Verso sera arrivano i “dolori lancinanti“. In seguito un ulteriore intervento con il decesso avvenuto il 4 gennaio 2016.

I figli dell’uomo – “una vita tra ospedali e malati nella sua Manfredonia, partito per un ottimistico intervento col miglior luminare di Milano in fatto di tumori alla prostata” – chiedono ora “giustizia“, alla ricerca della “verità” sulla morte del padre. La Procura di Milano ha aperto un fascicolo d’inchiesta, s’indaga tra l’altro per omicidio colposo. “L’esame autoptico sul corpo dell’uomo si è svolto 3 giorni fa”, dice a Stato Quotidiano l’avvocatoMatteo Murgo, che segue i familiari dell’uomo. “L’esito sarà reso noto tra alcune settimane. Ricordo come i Carabinieri intervenuti nella clinica, poichè allertati dai familiari, nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio, hanno appurato la sola presenza di infermieri e un anestesista (rianimazione) addetto tuttavia a un altro reparto. E’ stata da qui riscontrata l’assenza del medico, invitato dai militari dell’Arma a presentarsi entro le ore 7 del mattino, che attesta pertanto la mancanza di un dottore in grado di monitorare la situazione e lo sviluppo dell’emorragia, possibile causa del decesso”.

“All’esito di più episodi di malasanità (ne riferiamo a parte,ndr) in una stessa clinica, relativi ad una grave inefficienza di organico, di medici strutturali e specializzati ho sollecitato l’intervento ispettivo del ministro della Salute – spiega l’avv. Murgo – attraverso un organismo che è stato istituito nel 2005 e che interviene d’impulso quando occorre valutare l’efficienza delle strutture sanitarie. Parliamo di una situazione che contrasta rispetto all’organizzazione di altre cliniche della Regione Lombardia”.

Da ricordare come il direttore sanitario Pasquale Ferrante contattato da ilfattoquotidiano.itha reso noro che “all’interno della struttura c’erano cinque professionisti”. “Inoltre il paziente era seguito dall’anestesista che era in contatto con l’urologo”. Alla Procura di Milano il compito di ristabilire la verità dei fatti.

g.defilippo@statoquotidiano.it

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