Zapponeta. ”Gesto nobile al quale va tutta la mia comprensione perché so quanti sacrifici un sindaco deve fare per tirar avanti la baracca….. anche in passato lo si è fatto, mai nessuno lo ha pubblicizzato. Ma che da questo articolo si evinca un inneggiare all’amministrazione di Savino Di Noia e che tutto il disastro sarebbe colpa degli sprechi del Maresciallo dei carabinieri con poi finire con la ciliegina sulla torta del 1.300.000 di euro “delle ultime amministrazioni” proprio non ci sto!

Non solo in cassa vi abbiamo lasciato più di 400.000 euro di liquidità e approvato ben 5 bilanci che nessuno mai prima si era assunta la responsabilità di fare…… quel 1.300.000 di cui parli sono frutto del mutuo acceso dalla mia RESPONSABILE AMMINISTRAZIONE che attraverso il DL 35 che il Governo ha messo a disposizione, ha dato la possibilità a Comuni come il nostro di PAGARE DEBITI REGRESSI CERTI LIQUIDI ED ESIGIBILI, certificati prima dall’ufficio tecnico e poi da quello contabile, e non che noi ne abbiamo fatti di nuovi, anzi da buon capo di azienda, ho spalmato in 30 anni ad un tasso di interessi irrisorio, un debito che altrimenti avremmo dovuto pagare al momento visto che trattasi, come già detto, di debiti certificati che il Comune aveva nei confronti dei tantissimi che venivano a bussare alla mia porta!

Ora vi auguro una buona e serena amministrazione perché tutti noi ne abbiamo bisogno, ma attento a confondere le persone……..Perché io nella mia vita ho sempre pagato i miei debiti, ed in questo caso ho pagato anche quelli degli altri!!”.

Lo scrive in una nota il già sindaco di Zapponeta, Giovanni Riontino, in seguito a quanto pubblicato nell’articolo “Zapponeta: il paese che fallisce per 17 milioni di debiti (di cui 10 per i mutui)“, del Corriere della Sera.

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