Matteo Salvini ha postato poche ore fa sul suo profilo Twitter una foto che ritrae le macchine da scontro di un lunapark con il tweet “Tutto pronto per il pacifico congresso del PD. 

Immagine

Si è aperto, infatti, stamane a Roma il Congresso del PD che porterà, tra quattro mesi, con le primarie, alla scelta del nuovo segretario. Si parla anche e soprattutto degli indirizzi e delle correnti interne al partito, è subito polemica, soprattutto per quanto riguarda le decisioni prese nel corso del mandato da segretario di Renzi e del suo governo.

Tra i temi più caldi, quello della scissione del partito:

“Scissione – ha affermato Renzi – è una delle parole peggiori, peggio c’è solo la parola ricatto, non è accettabile che si blocchi un partito sulla base dei diktat della minoranza”. “Tutti si sentano a casa nel Pd, liberi di discutere ma se in tutte le settimane c’è un’occasione di critica, se per tre anni si è pensato che si stava meglio quando si stava peggio, io non dico che siamo nemici né avversari ma dico ‘mettetevi in gioco’, non continuate a lamentarvi ma non potete immaginare di chiedere a chi si dimette per fare il congresso di non candidarsi per evitare la scissione non è una regola democratica”.

Il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano è intervenuto prima con un discorso dai toni concilianti in cui aveva detto di avere fiducia in Renzi e nella sua capacità di evitare lo scontro:

“Siamo a un passo dalla soluzione. Un piccolo passo indietro consente a una comunità di farne cento avanti. Io sto provando a fare un passo indietro, ditemi voi quale, che consenta di uscire con l’orgoglio di appartenere a questo partito. Senza mortificare nessuno”. “Stasera non posso che dire al segretario che ho fiducia in lui”, aveva aggiunto chiedendogli un’ultima mediazione sulla conferenza programmatica.

Attese probabilmente deluse, almeno in parte, come ha evidenziato, in serata, la dichiarazione congiunta dello stesso Emiliano, insieme a Rossi e Speranza:

‘Anche oggi nei nostri interventi in assemblea c’è stato un ennesimo generoso tentativo unitario. È purtroppo caduto nel nulla. Abbiamo atteso invano un’assunzione delle questioni politiche che erano state poste, non solo da noi, ma anche in altri interventi di esponenti della maggioranza del partito. La replica finale non è neanche stata fatta. È ormai chiaro che è Renzi ad aver scelto la strada della scissione assumendosi così una responsabilità gravissima“.

 

 

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO