Con il bando del MIUR disponibile da pochissimi giorni, l’accesso alla scuola, ampiamente normato, ha creato divergenze di approccio al mondo dell’insegnamento.

L’istruzione dell’infanzia, un universo prettamente femminile, preso da continui cambi e integrazioni normative e invaso dal precariato, risulta turbato da problematiche riguardanti le modalità e le conseguenze dell’accesso al lavoro. E al suo mantenimento.

Queste le ragioni della nascita di una pagina facebook, il “Comitato tutela docenti precari gae“, comitato che da pochi giorni ha ottenuto il riconoscimento legale.

A fornire un parere e l’esperienza personale, due insegnanti: Tina Giordano, supplente all’Istituto Comprensivo Don Milani e Alessandra Riontino, supplente anche lei ma al San Giovanni Bosco, con l’assegnazione ulteriore del sostegno.

Una confusione enorme già nei titoli e 17 anni di precariato alle spalle, la soluzione ai problemi loro e di chi è nella stessa situazione non è arrivata dal decreto buona scuola, né dal governo, né dai sindacati, né dai propri colleghi, con i quali si crea una rete di diffidenza e nervosismo e un clima di competizione che non fa che aumentare le problematiche.

Tina Giordano introduce il discorso a proposito delle scelte del governo Renzi e le gae, graduatorie a esaurimento, dichiarando “Non vogliamo nessuna guerra tra poveri, ma questo governo tende a metterci contro l’un l’altro”.

A svilire una già difficile condizione, giunge qualche tempo fa il consiglio spassionato di un sindacalista: “Abbandonate la nave, per l’infanzia non c’è più niente da fare. Fate le casalinghe: è più sicuro!”

Chi paga le conseguenze di una situazione così complessa? Certamente gli insegnanti, ma prima ancora di loro i bambini, che risentono in prima persona del dedalo di differenze e di equiparazioni che regolano il mondo dei grandi.

Come si entra nella scuola dell’infanzia oggi? Un po’ di storia…

Si entra secondo un doppio canale: il concorso da una parte e la gae dall’altra. Un concorso del ’99-2000 concedeva diversi posti di ruolo ai vincitori, e altri agli idonei, chi cioè, pur non rientrando nel concorso, aveva sostenuto una buona prova e ottenuto un buon punteggio. Fino al 2007, la gae, graduatoria a esaurimento, era una graduatoria aperta, bastava cioè fare un corso abilitante, l’ultimo dei quali risalente al 2007.

Con la laurea, titolo abilitante, si entrava nella graduatoria. A causa tuttavia della sua eccessiva lunghezza e nella convinzione che non si sarebbe mai svuotata, la graduatoria gae è stata poi chiusa nel 2007.

Tina e Alessandra sono invece in possesso di un diploma magistrale, abilitante fino al 2001-2002, e dell’abilitazione.

Chi accede al concorso uscito da qualche giorno?

Accede chi aveva conseguito i diplomi magistrali entro il 2001-2002; gli abilitati, pur non facendo parte della gae, ma in possesso dell’abilitazione post-laurea; e i cosiddetti TFA e PAS.

“Ora i diplomati magistrali stanno riuscendo ad ottenere a mezzo di ricorsi l’entrata in gae”: qualche tempo fa giunge infatti la notizia delle intenzioni del governo circa la riapertura della graduatoria gae, chiusa nel 2007 in quanto “troppo lunga”.

Come si rapportano tra loro insegnanti entrati secondo percorsi diversi?

“Trattandosi di leggi e percorsi del tutto legali, non si può certo intervenire. L’ingiustizia consiste nel fatto che ha avuto accesso al posto di lavoro anche chi non aveva esperienza, venendo equiparato a chi invece ne aveva. È normale che diversi insegnanti si siano risentiti della cosa”

Vincitori, idonei, gae. E non solo: potenziatori e diplomati, tfa, pas. Percorsi diversi, esperienze formative e lavorative differenti, a stretto confronto nello stesso ambiente di lavoro.*

Il problema maggiore sembra però essere il confronto con le cosiddette gm 2012 (ossia, gli idonei). A proposito di loro, Renzi si era pronunciato esplicitamente durante la presentazione del decreto buona scuola: “Agli idonei non promettiamo nulla, in quanto non sono vincitori di concorso, le gae vanno invece svuotate perché il loro è un diritto acquisito”. Le cose sono però andate diversamente: col piano di assunzione fatto in base alle graduatorie degli altri ordini, gli idonei erano infatti entrati di diritto in graduatoria, ma non secondo questo piano, e la conseguenza ovvia è la demarcazione da parte delle gm di una disparità di trattamento.

*di ruolo sono solo vincitori, idonei e gae di cui una parte assunti come potenziatori, invece diplomati, tfa e pas nelle scuole sono supplenti che tramite ricorsi vogliono entrare in gae e accedere al ruolo

Ulteriori divisioni: uno sguardo al nazionale e ai numeri in Europa

“Al nord c’è sicuramente più spazio, per cui a un posto di lavoro cerca di accedere una moltitudine di canali, e questo crea molta tensione. Paradossalmente al sud, possedendo pochi posti e graduatorie strapiene, non incontriamo tutte le tipologie di insegnanti a scuola. Ci limitiamo a litigare su facebook.”

Nel frattempo, l’Italia rischiava una multa dalla U.E. per via delle cifre del suo precariato, a cui il governo ha scelto di rimediare “portando i numeri in Europa”.

In teoria e nelle intenzioni, le scelte del governo dovevano intervenire a risolvere una difficile situazione, dando lavoro a 100.000 precari. Ma precari assunti come? Chi è stato assunto?

Il piano di assunzioni è stato suddiviso in 4 fasce: 0, a, b, c.*

Lo 0 riguardava le entrate di ruolo e la a era costituita dai posti avanzati dalla fase 0: entrambi avevano carattere provinciale. Per offrire una ripartizione a livello nazionale il piano ha poi previsto una fase b, nazionale per l’appunto: se a Torino la graduatoria locale prevedeva 10 posti ma la disponibilità effettiva era di 20, i dieci rimanenti sarebbero stati pescati grazie alla fase b. La fase c prevedeva invece l’introduzione delle figure dei potenziatori. L’apertura di così tante liste ha però ottenuto effetti diversi: i posti residuali della fase O e A, cioè la fase B, sono andati a chi aveva più punti in graduatoria; poi, con la fase C, quella del potenziamento, molte insegnanti con meno punti sono rimaste nella propria provincia, salvo qualche caso. “Nonostante sia stato ammesso il pasticcio a proposito della scuola, nessuno è mai intervenuto per rimediare.”

*il piano riguardava tutti gli ordini per quanto riguarda la fase 0, A e b mentre per la fase C l’infanzia è stata esclusa. Comunque anche per la fase B per l’infanzia non ci sono stati posti disponibili ed è per questo che 23000 insegnanti di quest’ordine sono rimasti esclusi

I Potenziatori e il sostegno

“Dato che l’infanzia è un grado inferiore e non è considerata scuola dell’obbligo, gli insegnanti di ordine e grado superiore possono andare a supplire nel nostro grado inferiore. Viceversa no. Noi siamo dunque esclusi”

Ad ogni scuola è stato assegnato un tot di insegnati come potenziatori. Pur sprovvisti di cattedra e sezione, i potenziatori hanno la funzione di dirigere progetti, promuovere attività pomeridiane, variare l’offerta formativa. Vengono anche tenuti in considerazione per le supplenze brevi (da 1 a 10 giorni) e per seguire casi particolari, come quelli dei bimbi dislessici. Per quanto riguarda il sostegno, invece, dal momento che la graduatoria relativa è esaurita, chi non è in possesso dell’abilitazione vi accede dalle gae.

(continua con la seconda parte…)

Fonti dell’articolo: bando Miur all’indirizzo http://www.miuristruzione.com/concorso-scuola-2016-bando/  ; per informazioni su tfa e pas: www.miuristruzione.com e www.orizzontescuola.it

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here