Foggia. Dopo dieci anni il Comune di Foggia abbassa la serranda: chiude il servizio del Centro Interculturale Baobab-sotto la stessa Ombra. Chiude nonostante la Cooperativa Arcobaleno, ente gestore del servizio, a scadenza del contratto, da due mesi abbia garantito a sue spese l’attività di accoglienza, informazione ed orientamento a centinaia di immigrati. Una notizia che stride con quanto dichiarato lo scorso 1 settembre dall ‘Amministrazione Comunale di Foggia, in occasione della festa per i dieci anni di attività: “Il Centro Baobab è parte della città. Faremo in modo di garantire un servizio importante per la nostra comunità. Il Centro non solo non chiuderà, ma sarà anche potenziato”.

Invece, solo nella giornata di ieri il Comune di Foggia ci ha comunicato che per assenza di copertura finanziaria e vista l’incertezza della Regione Puglia a garantire la continuità del servizio, è costretto ad interrompere il Centro Baobab a far data, curiosa ironia, dal 3 settembre 2016. La chiusura del Centro Baobab rappresenta un notevole passo indietro rispetto al cammino di integrazione sociale e culturale portato avanti in questi anni attraverso l’esperienza del Centro Interculturale, che nei suoi primi dieci anni di attività ha incontrato quasi 7 mila cittadini migranti. Parliamo di storie, di volti, di persone che hanno potuto usufruire di un servizio dedicato a favorire una maggior inclusione nel tessuto socio-economico del nostro territorio, anche in collaborazione con le altre realtà della provincia impegnate nel campo dell’immigrazione.

Avevamo confidato nel buon senso dell’Amministrazione Comunale capace di garantire continuità e guardare al futuro di un territorio dove i Centri Interculturali sono insufficienti per tante domande e tante richieste di cittadini che hanno scelto la Puglia e Foggia per vivere. “Non coniugare più i verbi al futuro vuol dire far morire il presente”. E la chiusura del Centro Interculturale Baobab segue la chiusura dell’Albergo Diffuso, dell’Help Center e di altre iniziative. Il tutto, senza un confronto, senza interrogarsi sulla continuità di servizi che per anni hanno tracciato un percorso necessario per l’interazione tra comunità territoriale e i nuovi cittadini.

Certe scelte sono legate ad una sensibilità e attenzione politica che, a quanto pare, dalle nostre parti manca. Per questo, ci chiediamo quali siano le politiche sull’immigrazione del Comune di Foggia e che azioni di integrazione ha previsto attraverso il Piano Sociale di Zona. Dopo dieci anni possiamo dire che l’integrazione é possibile, non soltanto dando dignità ma anche lavorando sulla comunità superando pregiudizi e paure. Ci auguriamo che l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Franco Landella sappia orientare la sua azione politica anche verso concreti percorsi di accoglienza e di integrazione dei cittadini migranti. La speranza è che il Comune – attraverso l’assessorato alle Politiche Sociali – sia in grado di utilizzare le risorse messe a disposizione del Piano Sociale di Zona per riattivare il Centro Interculturale, anche attraverso un bando ad evidenza pubblica per l’affidamento in gestione del servizio che non può chiudere ed interrompere la sua esperienza. Noi ci abbiamo provato e non lo abbiamo fatto da soli. E lo dimostra il fatto che a siglare questo comunicato non è solo la cooperativa Arcobaleno, ma le diverse realtà con cui ci siamo confrontati in questi anni. Fratelli della Stazione, Avvocati di Strada, FogliodiVia, Gruppo Emergency Foggia, Solidaunia, Anolf, Coop. le Radici e le Ali, Coop. Kairos, Associazione Comuità sulla strada di Emmaus, Consorzio Aranea, Associazione Mondo Nuovo, Euromediterranea, Medtraing.

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