Nelle scorse settimane si erano voluti analizzare le forme dell’immobiliare e i dati ufficiali. Essenzialmente, le nuove forme di contratto di compravendita (Rent to buy, Leasing), i prezzi al metro quadro secondo l’Osservatorio nazionale e la rete telematica, l’intervista a un’agenzia immobiliare.

Quello che si propone oggi è una raccolta di opinioni “dal basso”, vale a dire un tentativo di far emergere il sentimento dei manfredoniani riguardo al patrimonio immobiliare a seguito dell’avvento della crisi.

Nella convinzione che sarebbe bello, per il futuro, aprire un vero e proprio tavolo di discussione a livello cittadino, quella che si propone oggi è un’intervista multipla a tre personaggi, Gianni, proprietario di casa, Lino, acquirente e Amalia, proprietaria e acquirente al tempo stesso nonché professionista dell’immobiliare, messi finalmente in comunicazione fra loro, al di fuori delle negoziazioni, dei contesti specifici, degli interessi. 

Su richiesta degli intervistati, i nomi sono stati modificati per ragioni di privacy.

Quali sono le difficoltà che si incontrano oggi nel mercato delle compravendite, a Manfredonia?

Gianni: Da proprietario, mi sento di dire che il problema è l’invenduto. La quantità di appartamenti vuoti e sfitti, specie in alcune zone, ha superato la domanda effettiva di beni da acquisire, questo provoca da un lato immensi problemi, a chi vuole vendere, nel reperire un compratore, dall’altro un abbassamento dei prezzi che va molto al di là della crisi, e che prende altre strade…

Lino: Il problema oggi sono i prezzi di vendita, assurdi rispetto a quelli che ci si aspetta da una città come Manfredonia, anche in relazione al tipo di comodità offerte da case vecchie e prive di ristrutturazione. I proprietari non vogliono adeguarsi alla nuova situazione, rifiutando di andare incontro alle esigenze dei loro compratori. L’invenduto è quindi una loro responsabilità.

Amalia: Per me la situazione è doppia e dato il mestiere che faccio, persino tripla. Acquistare è facilissimo, l’offerta di appartamenti e locali commerciali è talmente elevata che una ricerca accurata permette di soddisfare qualsiasi esigenza, posto che si abbia bene in mente cosa si cerca. Certo, cercare casa in zone periferiche ha vantaggi e svantaggi antitetici a quelli del centro, nelle zone limitrofe c’è decisamente una compensazione, e sono infatti quelle più interessanti. Una cosa è certa: è il momento di comprare, non di vendere.

Ci sono delle ragioni specifiche che mantengono i prezzi quelli che sono attualmente?

Gianni: Dico solo una cosa: non tutti i proprietari sono uguali. Alcuni hanno deciso di barricarsi dietro le proprie posizioni, ma spesso a ragione, perché possiedono beni di eccellenza che non vogliono svendere. I prezzi si sono già abbassati di più della metà rispetto al passato, non si può pretendere di più. Non possiamo regalare oggi le case che abbiamo pagato ieri.

Lino: Purtroppo piacerebbe a tutti possedere tanto denaro per acquistare una casa perfetta e magari ristrutturarla a piacere, con materiali di lusso. Ma non è vero che le banche concedono mutui facilmente, i soldi non circolano più come una volta. Mi dispiace ma per noi che acquistiamo la situazione è insostenibile, anche perché nessuno ci garantisce che acquistando oggi domani le case valgano la stessa cifra domani.

Amalia: La crisi attuale somiglia, almeno da questo punto di vista, a tutte le altre crisi: venditori e compratori arroccati sulle proprie posizioni, spesso testarde. Chi cede non è né l’uno né l’altro, finisce per rassegnarsi solo chi ha un bisogno reale, vale a dire l’urgenza di acquisto o di acquistare in una determinata posizione, da un lato, o chi deve vendere perché ha bisogno di liquidità, dall’altro. Il mercato non prevede alcuna ‘giustizia’ dall’alto o dal basso, né si può controllare in alcun modo. Se in periodi di crescita vengono valutati i vantaggi di un immobile, in periodi di crisi prevalgono i difetti. L’unica via sembra quella dell’attesa, perché c’è anche molta instabilità.

Cosa può avvenire, a vostro avviso?

Gianni: Sta già succedendo: la gente è diventata viziata. Vogliono tutti i comfort ma senza voler pagare, poi accettano situazioni difficili pur di avere una casa lussuosa anche solo in apparenza. Sappiamo tutti cos’è successo nelle nuove costruzioni, per non parlare di Siponto. Bisogna solo attendere che la situazione economica si riprenda un po’, anche se possono passare altri due o tre anni. Ma le condizioni di normalità verranno ristabilite. Bisognerebbe parlare anche degli affitti e della scarsa tutela a cui è sottoposto il proprietario, la crisi c’è per tutti, è troppo facile difendere solo chi non può spendere. Che poi, detto fra noi, non so quante persone davvero non possano pagare, ma chi non può non dovrebbe avere pretese troppo alte. Ma noi manfredoniani siamo così.

Lino: Non sono d’accordo. Succederà che le zone più inaccessibili rischiano di essere messe da parte a favore di altre, e non parlo solo dei Comparti, anche se bisogna considerare che quando saranno forniti di tutti i servizi sicuramente diverranno ancora più interessanti. Le difficoltà che una persona incontra oggi sono superiori a quelle di un tempo, in più, se oggi l’interesse è quello di acquistare al giusto prezzo, perché non dovremmo farlo?

Amalia: Non è facile fare previsioni, ma diventa sempre più chiara una cosa: oggi si tende a costruire in eccesso, è una tendenza italiana. Non siamo ancora usciti dal ciclo che permetteva ai costruttori di continuare a produrre, il problema è che oggi non c’è più una crescita adeguata di popolazione. Quindi spesso le nuove costruzioni non soddisfano un bisogno, ma l’esigenza di alternative, questo rischia di provocare l’abbandono di zone con meno comfort, come il centro. È però sempre stata chiara una cosa: un centro storico abbandonato rispecchia una città altrettanto maltrattata, che non investe su se stessa. Di certo non attrae turismo, per contro rischia di essere prima o poi occupato, in forme più o meno lecite, da fasce di popolazione troppo popolari, o da non residenti, da immigrati. Oppure ancora finire per impegnare il Comune in azioni di riqualificazione forzata che non aiuteranno l’economia locale. Da un mercato troppo basso, dagli abbandoni, dalla svalutazione e dal degrado non è facile uscire, e ne pagheremmo tutti le conseguenze, primi quelli che sperano di concludere affari. Parlo a titolo personale, potrò continuare a fare il mio lavoro qualunque siano le condizioni, quindi potrei anche disinteressarmi, ma da manfredoniana vorrei ritrovare il senso di comunità che si sta perdendo, perché la crisi lo ha intaccato, facendo prevalere gli individualismi.

2 COMMENTI

  1. Fra poco si delineera`un’altra situazione non ancora prevista: a causa dei bidoncini della raccolta differenziata nessuno vorrà comprare più i pianterreni.

  2. Chi ha comprato 5 anni fa a 100 pensa di poter recuperare quanto speso vendendo oggi… 5 anni fa c’era una domanda maggiore rispetto all’offerta, oggi la situazione si è ribaltata a causa degli oltre 3000 appartamenti costruiti in questi anni e del numero crescente di persone che Nello stesso periodo non ha piùun lavoro.
    Chi compra oggi sa già che acquisterà ad un valore che è destinato a svalutarsi ancora mentre chi vende non ci stà a perdere soldi frutto di grandi sacrifici…
    La “bolla” immobiliare non è ancora scoppiata e pagare tasse salate per le seconde case va a tutto vantaggio di chi vuole acquistare una prima casa

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