Bari. ”Spett.le Redazione di Stato Quotidiano, si invia la presente a nome del Comitato costituitosi per tutelare gli interessi dei Vincitori e degli Idonei del concorso bandito dalla Regione Puglia nel marzo 2014 e conclusosi lo scorso maggio, finalizzato all’assunzione di 200 funzionari a tempo indeterminato.

Il punto dolente attiene al personale impiegato in Regione a tempo determinato, i cosiddetti “precari”, poiché in caso di loro stabilizzazione prioritaria si sbriciolerebbe il piedistallo su cui poggia qualsivoglia concorso pubblico.

I fatti, che si riportano brevemente, dimostrano quanto per la politica il “merito” sia un optional:

Nel marzo 2014 la Regione, avvalendosi di Formez Pa, ha bandito il concorso “Ripam Puglia” sopra menzionato che, pur essendo aperto alla partecipazione dall’esterno, è stato concepito come strumento costituzionalmente legittimo di stabilizzazione dei precari in servizio presso la Regione, prevedendo a tal fine notevoli vantaggi premiali per la loro partecipazione, sconosciuti in qualunque altra analoga procedura concorsuale, tra cui l’esonero dalla prova preselettiva, e l’attribuzione di due punti aggiuntivi in graduatoria per ogni anno di servizio

Nel novembre 2014, la Regione Puglia ha affiancato al concorso – mentre questo era già in corso – un’ulteriore procedura di stabilizzazione. Con la legge regionale 47/2014, la Regione ha deciso, infatti, di avvalersi anche della facoltà di cui al comma 529 della legge di stabilità 2013, noto anche come “comma Ginefra” (dal nome del deputato barese Dario Ginefra, suo promotore) che riconosce alle regioni la facoltà di stabilizzare “a domanda” (cioè senza concorso) il personale impiegato a tempo determinato che possegga determinati requisiti di anzianità di servizio (pari a 36 mesi). Ad oggi, gli stabilizzandi pugliesi sono 356. Nel gennaio 2015 il Governo ha promosso ricorso di legittimità costituzionale in via principale avverso la legge regionale, censurando l’illegittimo ampliamento dell’ambito degli aventi diritto alla stabilizzazione.

Nel dicembre 2015 è stato, però, approvato il comma 776 della legge di stabilità che, modificando il menzionato comma 529, consente la stabilizzazione del personale che abbia maturato tre anni di anzianità di servizio al 31 dicembre 2015 (e non più al 31 dicembre 2012, come la vecchia formulazione della norma lasciava intendere).

In sostanza, il comma 776 sembra stato creato su misura dei precari pugliesi. La Corte Costituzionale, con sentenza pubblicata il 25 febbraio, ha rigettato in rito il ricorso del Governo, rilevando come lo stesso non fosse adeguatamente motivato, senza, però, esprimere alcuna considerazione in merito alla conformità della legge pugliese ai parametri di costituzionalità denunciati né , tantomeno, poichè non investita della questione, sulla conformità all’art. 97 del comma Ginefra. E’stata, invece, dichiarata incostituzionale la stabilizzazione del personale delle Agenzie ed Enti strumentali.

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Ad oggi, a quasi un anno dalla conclusione della procedura, nessun vincitore è stato ancora assunto e, malgrado la procedura di ricollocazione dei provinciali sia alle ultimissime battute, non si conoscono ancora i tempi delle assunzioni che, ormai, la Regione Puglia non potrà più continuare a ritardare.

Inoltre, i vertici della Regione non hanno ancora rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale circa l’ordine delle assunzioni relativo al prossimo triennio, trincerandosi dietro un inaccettabile silenzio e lasciando in un limbo di assoluta incertezza vincitori ed idonei; per converso, gli unici atti concreti cui abbiamo tutti assistito in questi mesi sono l’approvazione della graduatoria degli stabilizzandi e, malgrado la vigenza della graduatoria del nostro concorso, la proroga di centinaia di contratti a termine, in violazione di quelle norme di legge che stabiliscono di attingere dalle graduatorie di concorso vigenti anche per le assunzioni a tempo determinato. Tuttavia, è trapelata la notizia che la Regione avrebbe l’intenzione di procedere all’assunzione dei vincitori – senza, ripetiamo, alcuna indicazione sulla tempistica – e poi di stabilizzare il personale precario, in violazione del preciso obbligo di scorrimento delle graduatorie imposto dalla legge. Per questo, l’attivismo del Comitato è rivolto a scongiurare il rischio che si ritardi inopinatamente l’assunzione dei vincitori e che dopo l’assunzione dei vincitori si dia precedenza ai precari bocciati al concorso o che hanno preferito non prendervi parte, senza tener conto della presenza di idonei in graduatoria. La legge sancisce, infatti, che qualora – dopo l’assunzione dei vincitori e nel periodo di vigenza della graduatoria di concorso – vi siano posti disponibili in organico, questi devono essere assegnati agli idonei; lo scorrimento della graduatoria prevale non solo sull’indizione di nuovi concorsi ma anche sulla stabilizzazione del personale precario e, addirittura, sulle procedure di mobilità.

Non pensiamo, dunque, di sbagliare affermando che l’ordine delle assunzioni delineato dalla Giunta Pugliese sia illegittimo, perché fa prevalere la facoltà di stabilizzare il personale precario sull’obbligo di legge di assumere gli idonei e perché, pur di soddisfare mere aspettative degli stabilizzandi, non esita a negare i diritti degli idonei. La Regione dovrebbe attingere dalle graduatorie per il periodo di vigenza delle stesse (ordinariamente pari a tre anni) e solo dopo procedere alla stabilizzazione del personale precario che, nel frattempo, continua a restare in servizio, godendo di generose proroghe dei contratti. In sostanza, la Regione Puglia si sta preparando a violare ogni ordine giuridico e ogni regola di condotta morale pur di stabilizzare, a tutti i costi e prima di tutti, persone che sono entrate in Regione senza concorso, perché così è, cercando di rinnegare – ed è questo il tratto paradossale – le conseguenze di un concorso che essa stessa ha bandito. E la Politica nazionale sta assecondando questa pretesa, approvando commi di legge di dubbia costituzionalità – come il comma Ginefra, così come modificato dalla legge di stabilità per il 2016 – destinati a dare il via a vere e proprie “stabilizzazioni di massa” di personale selezionato senza concorso, in spregio all’art. 97 della Carta fondamentale. I fatti sono questi e noi crediamo sia doveroso raccontare questa storia, che svilisce i diritti di centinaia di persone e che ha il sapore di una truffa ai danni della meritocrazia, anche e soprattutto attraverso i canali mediatici.

(COMITATO VINCITORI E IDONEI RIPAM PUGLIA, 29 febbraio 2016)

Redazione Stato Quotidiano.it

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