CONSIDERAZIONI IN RISPOSTA ALL’INTERVENTO DEL PROF. ILLICETO – 14FEBBRAIO 2016

Manfredonia. ”Gent.mo Prof. Illiceto, mi rivolgo a lei poiché si è fatto portavoce di un’intera comunità, quella cattolica; non voglia perciò cogliere la mia replica come un “attacco” mirato o un fatto di natura personale, me ne guarderei bene. Mi inchino anzi di fronte a chi usa tutti gli strumenti in suo possesso per educare e formare intere generazioni secondo valori e principi sani e costruttivi. E’ proprio per questo però, che ritengo necessarie alcune precisazioni in merito al suo intervento sulle “famiglie” di fatto. Famiglie, si, perché l’ordinamento giuridico italiano, quello Stato laico di cui parla, definisce famiglia “un nucleo sociale rappresentato da due o più individui che vivono nella stessa abitazione e , di norma, legati tra loro col vincolo del matrimonio , con convivenza , unione civile o da rapporti di parentela o di affinità.”

La prima considerazione in realtà è una domanda che voglio rivolgerle: cosa intende per persone omosessuali “sobrie ed equilibrate”? L’orientamento sessuale delle persone è legato al carattere e al modo di mostrarsi agli altri? Quante persone eterosessuali sono insospettabilmente insane e squilibrate? Quanti pervertiti si nascondono ad esempio dietro il volto rassicurante di buoni padri di famiglia in doppiopetto che vanno all’estero( e non solo) in cerca di sesso con minorenni? Quanti bravi parroci di quartiere abusano sessualmente di ragazzi della loro comunità? Secondo lei è il modo di vestire, non so, di parlare a determinare la “sobrietà”, l’”equilibrio e la sanità di una persona? L’abito quindi farebbe il monaco? Possiamo impedire che gli eterosessuali poco sobri ed equilibrati abbiano dei figli? Anche i nazisti avevano figli. E da alcuni racconti si evince addirittura che alcuni erano anche dei buoni padri di famiglia. I fascisti inneggiavano la famiglia, e tanto sobri ed equilibrati non mi sembravano.

La seconda precisazione volevo farla in merito al concetto di genitorialità. Lei afferma che la GENITORIALITA’ presuppone la generatività biologica, fisica. Allora io le chiedo, perché Dio che non ha forma né materia, lo si definisce PADRE? Si potrebbe definire i n tanti modi. Forse perché la paternità e la maternità prescindono dalla biologia e dalla fisicità più di quanto lei pensi? Lo stesso vale per Maria , appunto Vergine e MADRE ( allo stesso tempo) di Dio. E potremmo dire ancora lo stesso dei sacerdoti che sebbene abbiano forma e materia non credo che li chiamiamo “padre” perché sono dotati degli organi riproduttivi e nemmeno perché insegnano ai piccoli fedeli a farsi la barba.

E poi, quante coppie eterosessuali non possono avere “naturalmente” figli ma non per quetso gli viene negato il sacrosanto diritto alla genitorialità? Hanno forse avuto una punizione per non avere questa possibilità? E ancora, i figli dei vedovi, dei separati, dei ragazzi padri e delle ragazze madri sono forse figli di un dio minore? Lei dice che il bambino ha diritto alla differenza sessuale. Infatti nessuno gliela nega. La cosa importante per un bambino è avere modelli di riferimento, anche se scelti al di fuori della coppia di genitori o genitrici. Quanti bambini hanno come modello di riferimento un nonno, una zia, un amico o un’amica di famiglia? O perché non hanno uno dei due genitori , o perché il proprio genitore biologico non è proprio un modello esemplare da emulare. Mio nonno durante la guerra è cresciuto senza un padre. Oggi è un sanissimo uomo di fede di 88 anni che ha accolto me e la mia compagna con amore. L’importante è avere modelli, punti fermi. Ognuno nella vita sceglie i propri. Crescere è anche questo.

Quindi di quali “effetti devastanti” stiamo parlando? Ci sono studi che dimostrano da almeno un ventennio che i figli delle famiglie omogenitoriali non hanno nulla né più né meno di quelli delle famiglie che lei definisce “normali” , urtando non la mia suscettibilità, perché ormai ho la pelle dura, ma la sensibilità di chi non è ancora in grado di camminare con le proprie gambe. Sentirsi “anormali”, mi creda, non è una bella sensazione. Lei è un educatore, certe parole dovrebbe pesarle bene prima di esternarle. Perché queste si, hanno “EFFETTI DEVASTANTI”.
Piuttosto , perché non parliamo di ciò che davvero devasta le famiglie oggi? Perché non scendiamo in piazza per salvaguardare dalla crisi i buoni padri di famiglia schiavi dell’usura o della povertà? Perché non manifestiamo per gli effetti devastanti della crisi economica, degli sprechi , dell’indifferenza che separa, divide, e genera la guerra tra poveri? Queste sono le vere minacce alla famiglia. I padri molto spesso si suicidano per questo. Mai nessuno si è suicidato perché una famiglia arcobaleno abita alla porta accanto!.

Non può essere un pericolo un progetto che nasce dall’amore, genera amore , e come lei insegna, si ri-genera ogni giorno con l’amore . Perché ciò che è amore non può mai essere sbagliato. E il desiderio di donarsi ad un figlio è di per sé sacrificio, rinuncia. I figli non sono un diritto , appunto. Occorre che ciascuno si assuma la responsabilità e il dovere di educare, crescere e formare quel bambino. E’ per questo che la stepchildadoption vuol essere un’estensione della responsabilità genitoriale nei confronti del figlio ( biologico o adottivo) del partner. Un bambino che, ripeto, già esiste, vive in quella famiglia. Non c’entra nulla con l’adozione ( intesa come richiesta di affido di un minore che non abbia una famiglia alla coppia) che lei cita come esempio. Peraltro , la stepchild adoption per le coppie eterosessuali già avviene. Si tratta di non negare più un diritto a quei bambini, considerati oggi ancora di serie b.
Premesso questo, credo che essere genitore non sia una cosa semplice. Anzi, direi che è la cosa più difficile del mondo. Non credo che si possa desiderare di essere genitore se non si è davvero pronti. Almeno una cosa possiamo assicurarla noi omosessuali: i nostri figli non saranno mai frutto di un errore o di una “disattenzione”. Non intendo santificare i genitori gay e discriminare quelli eterosessuali, sia chiaro. I genitori “sbagliano” sempre. Siano essi etero o gay. Per questo si possono solo limitare gli errori. E’ veramente difficile. Per quanti insegnamenti si possano dare o apprendere. Gli individui sono complessi e complicati. Si può solo sperare di fare del proprio meglio e pregare perché questo dia i suoi frutti.

Il tribunale dei minori continuerà comunque ad analizzare la situazione familiare e definire se ci siano o meno i criteri per l’assegnazione della potestà genitoriale anche al partner. Requisiti che, secondo la Costituzione , possono esistere o meno indipendentemente dall’orientamento sessuale e affettivo del genitore richiedente l’affidamento. E’ necessario però che il Parlamento legiferi per colmare un vuoto legislativo e non rimandare tutto alla coscienza dei giudici. Il Parlamento è inadempiente , occorre restituire alla politica il proprio ruolo: rendere i cittadini tutti uguali di fronte alla legge. E’ la Corte europea dei diritti umani a chiedercelo. Non una fantomatica “lobby gay” come lei afferma.

I cittadini che lavorano onestamente e pagano regolarmente le tasse come me, la mia compagna e migliaia di altre persone, senza vedere riconosciuti i propri diritti le sembrano una lobby ? Perché le dico che sono quelle che chiedono diritti: sono quelle persone comuni, lavoratrici e oneste che hanno lottato per anni contro i propri mostri interiori prima di affrontare quelli della società per fare il proprio coming-out. Chiedono diritti coloro che vivono nella luce, non nelle tenebre. Perché quelli che lei chiama “lobby” le assicuro, non vogliono i diritti. Anzi, spesso li osteggiano. Quelli preferiscono restare annidati nella propria repressione e vivere una vita ipocrita e mediocre all’insegna della falsità. Spesso vivono una doppia vita , una di “facciata” , sobria, appunto, di comodo; e un’altra “privata” che non ha molto a che fare con la sobrietà. Piuttosto con l’ipocrisia. Non di certo per amore degli altri, piuttosto per interesse personale. Molto spesso i primi omofobi hanno questo volto. Il ritratto di chi non è riuscito a liberarsi per essere felice e fa di tutto per negare questa felicità anche agli altri. Non si cambia “genere” da un giorno all’altro. Semplicemente si smette di fingere, di nascondersi. Non si tratta di “colpi di testa” quando la posta in gioco è la verità. E i figli meritano la verità, sempre. E poi, spesso chi è omosessuale o trans sa di esserlo ma soffoca sotto un cuscino di paure proprio a causa della mancata accettazione sociale. Come vede, professore, si fanno più danni a non avere una legge che ad averne una che ci riconosce il minimo indispensabile previsto peraltro dalla Costituzione. Sono gli “effetti collaterali della repressione”.

Una precisazione sul genere: esistono ( anche per noi gay) solo due generi, uno maschile e uno femminile . Esistono le disforie di genere: percepirsi in un corpo diverso da quello biologico. Ma sempre due restano. Esistono poi 3 diversi orientamenti sessuali ( che sono una cosa diversa dal genere) nello specifico, omosessuale, eterosessuale, bisessuale. Non ho idea di quali siano i 60 / 70 generi ai quali fa riferimento. Un’ altra cosa necessaria da chiarire è questa: la pratica dell’utero in affitto , propriamente detta “gestazione per altri” , in Italia è una pratica vietata. Lei ha affermato una cosa a mio avviso molto grave: dice che una sua collega è stata testimone di un episodio che sta dilagando su un social network e cioè di offerte di “lavoro” nelle quali si chiede di mettere a disposizione il proprio utero per altri. Addirittura lo definisce un vero e proprio “mercato dell’utero”. Bene , allora che denunci! E’ un dovere civico denunciare un’illegalità. Perché se uno è testimone di un fatto illegale e non lo denuncia , ne diventa complice. E se ciò non avviene c è da pensare che questo sia l’ennesimo tentativo per seminare panico tra la gente. Per spostarci , deviarci da un traguardo di civiltà che non separa, ma unisce le persone. E le dico anche che io sono una di quelle che non condivide tale pratica, ma non posso impedire che questo avvenga, perché in altri paesi è legale. Non posso bloccare la gente alle frontiere! E poi, come disse l’ illuminista francese Voltaire “ “Non sono d’accordo su ciò che dici ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a farlo”.

Lei ha affermato che stiamo pagando ancora oggi gli effetti collaterali di certe leggi ( come il divorzio) e che ogni legge salva qualcosa a discapito di qualcos’altro. Beh, ritengo sia, mi consenta di dirlo, un po’ qualunquistica, come affermazione: un po’ come dire che occorre ritirare dalla vendita i coltelli da cucina perché hanno avuto come effetto collaterale l’aumento dei delitti familiari.

Un’ultima precisazione è doveroso farla su ciò che è “natura” e ciò che non lo è . “Negli ultimi 15 anni sono stati documentati comportamenti omosessuali che vanno dai giochi sessuali a comportamenti genitoriali in coppie omosessuali in circa 1500 specie sia in cattività che in ambiente naturale”. ( la fonte è Wikipedia, non gay.it) . Non credo sia necessario citarli tutti; le fonti sono a disposizione di chiunque non si rifiuti di fare un minimo di ricerca. Sempre in natura, i maschi non sono orientati proprio alla fedeltà , ma ad avere il maggior numero possibile di rapporti sessuali con femmine diverse, finalizzati alla procreazione o al semplice dominio. Questa cosa non mi sembra sia proprio in linea con la morale cattolica, giusto?
Quindi direi che non sempre natura e chiesa sono in sintonia. E direi che non è opportuno strumentalizzare la natura solo per farne una crociata antigay anche perché proprio la stessa natura potrebbe ritorcersi contro. Concludo davvero ringraziandola per l’attenzione, augurandoci di crescere e ri-generare i nostri figli con l’amore, magari sbagliando, ma sbagliando con amore.

Cordiali saluti

(A cura di Francesca Brancati, Attivista per i diritti civili, membro coordinamento nazionale Equality Italia- referente Capitanata)

Redazione Stato Quotidiano.it – RIPRODUZIONE RISERVATA

1 commento

  1. Le difficoltà che incontra una famiglia “normale” non devono essere alibi per giustificare altre unioni.
    E smettetela di tirare in ballo sempre la Sacra Famiglia, esempio di infinito amore, definendola addirittura una famiglia diversa. Dio ha affidato suo figlio a Maria e Giuseppe, una mamma e un padre.

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