E’ definitivo: approderà in aula alla Camera la proposta di legge per legalizzare la coltivazione della cannabis. Il 25 luglio si svolgerà la discussione generale e dal giorno successivo prenderanno il via le votazioni.
Il testo nasce dall’iniziativa dell’Intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis ed è stato sottoscritto da 218 parlamentari di diversi schieramenti politici tra cui Pd, M5s, Sel, Misto, Fi e Sc.

Secondo la proposta di legge, sarà possibile per i maggiorenni detenere una modica quantità di cannabis per uso ricreativo – 15 grammi a casa e 5 fuori casa – e coltivare fino a 5 piante.
Resterà, invece, illegale la detenzione da parte di minorenni e la vendita del raccolto, mentre, previa autorizzazione, sarà possibile la lavorazione e la vendita al dettaglio in negozi specializzati, dotati di licenza dei Monopoli. Ai maggiorenni sarà inoltre consentito effettuare la coltivazione di cannabis in forma associata – in enti senza fini di lucro, i cosiddetti ‘Cannabis social club‘ – che potranno riunire fino a cinquanta membri.
Restano vietate l’importazione e l’esportazione del prodotto e l’utilizzo nei luoghi pubblici, parchi compresi, oltre alla guida in stato di alterazione.

Per quanto riguarda l’uso terapeutico, che costituisce uno degli aspetti più dibattuti negli ultimi anni in materia, se il ddl venisse approvato, si avrebbero modalità più accessibili di consegna, prescrizione e dispensazione dei farmaci. L’utilizzo della cannabis per uso terapeutico è, comunque, già legale in Puglia dal 2010 e in Toscana dal 2012, ma i costi sono molto alti.

Il ddl nasce da una riflessione di carattere non solo sociale, ma anche politico, economico, fiscale e sulla legalità. “L’opzione antiproibizionista sulla marijuana” – si legge nel manifesto dell’intergruppo – “è diventata una concreta strategia di governo, con effetti positivi sul piano sociale, sanitario e del contrasto alle organizzazioni criminali e con una dimostrabile efficienza sul piano fiscale. Pensiamo che anche in Europa e in Italia abbia senso lavorare per seguire l’esempio dei paesi che per primi sono passati a un sistema di piena regolamentazione legale della produzione, vendita e consumo della cannabis, adattandone le caratteristiche al nostro contesto sociale e giuridico.”
Il riferimento è agli USA, dove sta crescendo il numero degli Stati che hanno legalizzato la produzione e la vendita della marijuana per uso ricreativo, all’Uruguay, e ad altri Paesi, anche europei, che stanno sperimentando strategie di depenalizzazione.

Il proibizionismo, secondo i firmatari del decreto, ha “fallito”. Aggiungono, inoltre: “Anche la Direzione nazionale antimafia sostiene il totale fallimento dell’azione repressiva sul contrasto alla diffusione dei derivati dalla cannabis”.

Fonti:

www.cannabislegale.org

Ansa

Il testo del ddl

 

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