Manfredonia. “Che tristezza! Non era ciò che desideravo. Stare in questa scansia, allineato, stretto, prigioniero… Una libreria bella certamente, ma nessuno mi legge. Pensavo di riempire la vita di donne e uomini con sogni e incantesimi… e invece, solo una ragazza ogni tanto spolvera e neppure si accorge di noi. E’ distratta, pensa ad altro…”. Poi il libro, una mattina che si era sporto più avanti, scivola a terra e la ragazza finalmente lo prende, lo guarda, si siede e legge. Lo infila nella borsa, sistema i libri nella scansia in modo che nessuno se ne accorga del vuoto. Scende giù e nel Parco legge di un amore lontano, di desideri che non si incontrano… Si chiama Neriman e il libro lo porta sempre con sé. Poi, una mattina si ferma in una cabina, telefona nel suo Paese, trattiene a fatica le lacrime. E dimentica lì il libro. Torna nel pomeriggio e non lo trova più. E’ addolorata e triste, ma dopo qualche giorno ritorna e ne trova un altro, questo parla di speranze, di un mondo nuovo… Allora sorride e si accorge che lì, a New York, non è sola, e che ci sono persone e libri che insegnano ad abbracciare il mondo, “come la sete abbraccia l’oceano”.

Da allora Neriman vede che ci sono libri che si perdono e si ritrovano nelle metropolitane, nei bus, nei tavolini dei caffè… Immagina che il loro posto sia nelle strade, sulle panchine… Chissà! Pure dal fruttivendolo, nella pescheria… Immagina pure che vogliano essere toccati, accarezzati. Se poi uno legge una sola pagina, beh questo per loro vale un bacio.

In tanti luoghi del mondo i libri si liberano, corrono, volano, desiderano incontrare altre persone e con tutte stabilire un rapporto, condividere emozioni, idee, pensieri.

Nelle vecchie cabine telefoniche, nella portineria di un condominio, nell’angolo di una strada, persino in una voliera, nell’incavo del tronco di un vecchio albero… Ma i luoghi da essi più amati sono quelli dove la gente si incontra casualmente, si saluta, chiede notizie, si vede dopo tempo, spettegola pure… In ogni città potrebbero nascere 10, 100, 1000 di questi luoghi!

Ora a Siponto in un bar ci sono libri che aspettano lettori vivi per continuare a vivere.

Ne prendi uno e se hai voglia di leggerlo lo porti via. Lo riporterai quando hai finito e, se vuoi, puoi donare i tuoi libri liberamente. Alla luce di tre parole: fiducia, gratuità, socialità… e voglia di comunità. Se il libro non ti piace, dillo, nessuno si offende. Tanto meno il libro. E non avere timore a chiedere: e questo chi è? La cultura che ignora di essere carente e povera è fasulla. L’unanimità è stupida. L’ignoranza che sa di essere tale è bella. Due paroline meravigliose (e apprezzate da poeti e scienziati, filosofi e scrittori) sono: Non so. Due paroline “piccole, ma alate“.

A cura di Paolo Cascavilla, fonte www.futuriparalleli.it – Titolo originale “Book sharing – Book crossing. Libri che vogliono vivere e correre per il mondo

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