Ricorre oggi l’anniversario della morte, nel 1999, del grande Fabrizio de Andrè. Della sua produzione, uno dei pezzi più noti, Bocca di Rosa, narra, com’è noto, la storia di una donna che, trasferitasi nel “paesino di Sant’Ilario”, ne sconvolge la quiete perbenista con la propria condotta passionale e libertina. Presa di mira dalle donne del posto, un po’ per invidia, un po’ perché temono per l’infedeltà dei propri mariti, viene allontanata dai gendarmi, che la conducono alla stazione ferroviaria. Gli uomini, però, già la rimpiangono. Con il risultato che, la voce gira e, alla stazione successiva, Bocca di Rosa viene accolta in modo trionfale e addirittura voluta dal parroco accanto a sé in processione.

Riflessione sui comportamenti sociali prima di tutto: i tabù, le invidie, gli atteggiamenti di chiusura nei confronti del forestiero, ma anche un’altra dinamica: ciò che fa scandalo o viene fortemente osteggiato in un contesto, dopo che l’astio è stato sfogato, viene accettato, anzi esaltato e le porte gli si aprono, come per Bocca di Rosa alla stazione successiva a Sant’Ilario. In riferimento a una simile consapevolezza, Montanelli scriveva di Giolitti:

“Faceva parte della [sua] tattica (…) lasciare ad altri il compito di accendere le battaglie, aspettare che le contrapposte fazioni polemiche vi si consumassero, e riprenderle in proprio a ceneri raffreddate” [L’Italia di Giolitti, in Storia d’Italia, 2011, p. 94]

Molti dei brani del grande cantautore genovese nascevano da un’ispirazione dettata da circostanze reali, come potevano essere storie che aveva ascoltato o episodi di cronaca: così per un altro celebre brano, La Canzone di Marinella, così probabilmente anche per Bocca di Rosa.

Le ipotesi di identificazione della fonte di ispirazione del personaggio di Bocca di Rosa sono tre: secondo la prima l’ispirazione sarebbe venuta a De Andrè da una tale Marilyn, un transessuale. Secondo la seconda si sarebbe trattato, invece, di una prostituta istriana, Liliana Tassio, nota come Maritza, che sarà poi anche una delle protagoniste del romanzo “Un destino ridicolo”, scritto a quattro mani dal cantautore, tre anni prima della sua morte, con Alessandro Gennari. Il romanzo è stato trasposto in veste cinematografica con il film, “Amore che vieni, amore che vai”, del regista Daniele Costantini. Una terza ipotesi di identificazione la incarnerebbe, invece, in un personaggio di fantasia ispirato alla Margot della canzone di George Brassens, “Brave Margot”. 

 

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