“Ho appena denunciato gli autori della pagina Facebook che mi prendeva di mira”. Bebe Vio ha raccontato, in un’intervista ad Ansa, la vicenda ignobile di cui è stata protagonista, l’ennesima, alimentata dalla Rete, che ha portato l’atleta paralimpica a denunciare gli autori di una pagina Facebook:

“Ci vuole una risposta decisa a questi comportamenti”, ha dichiarato. “Sono amareggiata – ha proseguito – perché sono anni che do tutta me stessa e lotto per gli altri e per le cause in cui credo. E sono delusa perché mi fanno tristezza le persone che usano internet per insultare e denigrare”.

Il caso era stato sollevato dal Codacons che, secondo una nota, ha denunciato il social network in questione all’Autorità giudiziaria, dopo le ripetute segnalazioni inviate da altri utenti agli amministratori. La pagina, che aveva come titolo “Fistare Bebe Vio con le sue stesse protesi” è stata già rimossa.

Nella nota Codacons si legge:

“Già il titolo parla da sé – inneggiando pratiche violente e sessuali nei riguardi di una disabile facendo leva sul suo stesso handicap, non rispetta affatto gli standard del sito dal momento che attraverso di essa vengono inevitabilmente veicolati i seguenti messaggi: incitamento all’odio, al razzismo, alla discriminazione per una disabilità, alla violenza, che costituiscono, invero, tutti elementi presenti nella policy di Facebook e dallo stesso vietati – scrive il Codacons nell’esposto – Per tali ragioni non si comprende il mancato intervento immediato di rimozione da parte dei responsabili. Detta pagina viola altresì i precetti costituzionali sanciti dagli artt. 2 e 3 Cost. che segnatamente mirano a salvaguardare i diritti assoluti dei cittadini di uguaglianza e di libera estrinsecazione della propria personalità”.

L’atleta, di origini veneziane, all’età di 11 anni fu colpita da una meningite fulminante che le causò un’estesa infezione, che rese necessaria l’amputazione di avambracci e gambe. Circa un anno dopo l’insorgenza della malattia riprese l’attività sportiva, anche a livello agonistico, come schermitrice grazie a una particolare protesi progettata per sostenere il fioretto. Da allora è divenuta testimonial in molti programmi televisivi per diffondere la conoscenza della scherma su sedia a rotelle e dello sport paralimpico in generale; in un paio di occasioni ha gareggiato a scopo pubblicitario insieme alla plurimedagliata, e sua ispiratrice, Valentina Vezzali. Nel 2009 la sua famiglia ha fondato art4sport, ONLUS che sostiene l’integrazione sociale tramite lo sport di quei bambini che abbiano subìto amputazioni. Nel settembre 2016 ha posato per la fotografa Anne Geddes per una campagna a favore della vaccinazione contro la meningite.

Nel 2016 ai XV Giochi Paralimpici di Rio è stata medaglia d’oro nella prova individuale e medaglia di bronzo nella prova a squadre, assieme alle compagne Loredana Trigilia e Andreea Mogos.

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