Roma. Addio Carrie Fisher, la ‘Principessa Leila’ di Star Wars. Come riporta l’Ansa, “l’attrice, 60 anni, aveva avuto un infarto nei giorni scorsi mentre si trovava a bordo di un aereo che la portava da Londra a Los Angeles”.

Biografia e carriera (WIKIPEDIA). Nasce a Beverly Hills, California, figlia del cantante Eddie Fisher e dell’attrice Debbie Reynolds. Todd Fisher è suo fratello minore. Sue sorellastre sono le attrici Joely Fisher e Tricia Leigh Fisher, figlie della terza moglie del padre, Connie Stevens. Quando aveva solo due anni, i suoi genitori divorziarono e suo padre sposò Elizabeth Taylor. Carrie Fisher crebbe con l’idea di seguire le orme dei suoi famosi genitori. Cominciò a farsi notare stando con sua madre a Las Vegas all’età di 12 anni. Frequentò la Beverly Hills High School, ma abbandonò gli studi per diventare un’attrice. La sua prima apparizione nel mondo dello spettacolo avvenne con l’interpretazione del ruolo di una debuttante e ballerina nel revival di Broadway Irene (1973), facendo la parte della madre.

Successivamente si iscrisse alla Central School of Speech and Drama di Londra, dove rimase per 18 mesi. Il suo primo ruolo in un film fu nella commedia della Columbia Shampoo (1975) assieme a Warren Beatty, Julie Christie, Goldie Hawn, Lee Grant e Jack Warden. Nel 1977 interpretò il personaggio della Principessa Leila, nel classico della fantascienza di George Lucas Guerre stellari, con Mark Hamill, Harrison Ford, Peter Cushing e Alec Guinness. A Broadway interpretò Iris in Censored Scenes From King Kong (1980).

Riprese il ruolo della Principessa Leila ne L’Impero colpisce ancora (1980), e nell’ultimo film della trilogia Il ritorno dello Jedi (1983).
Carrie Fisher in una foto del 1978 in compagnia di Wim Wenders.

La saga di Guerre stellari fu un successo mondiale che la rese famosa in tutto il mondo. La Principessa Leila negli Stati Uniti divenne un trionfo del merchandising; sono state prodotte bamboline di plastica (altrimenti dette action figures) diffusissime nei negozi di giocattoli. La Fisher ha spesso scherzato sul fatto che a divenire famosa non è stata lei, ma la Principessa Leila, che il caso aveva fatto somigliare a Carrie.

In quel periodo, nei tardi anni settanta, la Fisher cadde nell’abuso di droga. Interpretò nuovamente la Principessa Leila nel film per la tv del 1978 The Star Wars Holiday Special, in cui le sue “performance” di attrice vennero rovinate da un evidente stato di dipendenza dalla droga. Il problema divenne di una tale importanza che fu quasi licenziata in tronco durante le riprese di The Blues Brothers (1980) poiché l’abuso di droghe e alcol l’aveva resa incapace di riuscire a portare a termine una singola scena. Fatto il punto della sua situazione, decise di curarsi e si iscrisse alla Narcotics Anonymous e all’Alcolisti Anonimi.

Le fu diagnosticato di soffrire del disturbo bipolare dell’umore all’età di 24 anni, ma non fu in grado di accettare la diagnosi fino a quando, all’età di 28 anni finì in overdose. Accettò definitivamente la malattia nel 1987 dopo un esaurimento nervoso.

Nel 1983 sposò il cantautore Paul Simon, ma il loro matrimonio durò solo un anno; in seguito i due ripresero la loro relazione, ma nel 1991 si lasciarono definitivamente.

Del 1987 è un suo romanzo semi-autobiografico Cartoline dall’inferno da cui fu tratto nel 1990 il film omonimo, diretto da Mike Nichols, che si avvalse della sceneggiatura della Fisher stessa e dell’interpretazione di Meryl Streep. Dopo il successo del film, lavorò alla sceneggiatura di Hook – Capitan Uncino (1991, regia di Steven Spielberg) come script doctor, partecipando in questo ruolo a diversi altri film.

Nel 1989 si fece notare in Harry ti presento Sally, nel ruolo di Marie, ed ebbe breve apparizione nel ruolo di una psichiatra nel primo film della serie Austin Powers.

Nel 1990 pubblicò un altro romanzo dal titolo Surrender the Pink, edito in italiano con il titolo Non c’è come non darla.

Nel 1991 iniziò una relazione con l’agente Bryan Lourd, da cui ebbe una figlia nata nel 1992. La loro relazione terminò nel 1994, quando lui la abbandonò per un uomo, scoprendosi omosessuale.

Nel 2009 portò in scena Whishful Drinking, spettacolo teatrale in cui, con stile a metà tra il cabaret e la confessione, ripercorse gli anni della propria vita, parlando delle proprie vicende familiari, del suo disturbo bipolare e del difficile rapporto con il personaggio della Principessa Leila.

Nel 2013 fu nominata membro della Giuria del Festival di Venezia 2013, presieduta da Bernardo Bertolucci.

Nel 2015 tornò nei panni di Leila in Star Wars: Il risveglio della Forza, diretto da J. J. Abrams.

È morta d’attacco cardiaco il 27 dicembre 2016, in un ospedale di Los Angeles.

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