Bologna/Manfredonia. “A ovest di Roma” comprende due racconti: Il mio cane Stupido e L’orgia. Pubblicato postumo nel 1986, è apparso per la prima volta in Italia nel 1997.

A OVEST DI ROMA. Quattro figli (più o meno ribelli e scansafatiche) dediti all’erba e alla musica di Frank Zappa, una moglie stanca e annoiata, una gloriosa casa a forma di ipsilon sull’oceano: la vita di Henry Molise, scrittore cinquantenne in crisi d’ispirazione, sembrerebbe destinata a una quotidianità prevedibile fatta di litigi e riappacificazioni domestiche, libri malriusciti e sbornie solenni. Ma durante una sera di pioggia qualcosa di imprevisto accade, un altro elemento si aggiunge di forza alla sua sgangherata famiglia a turbarne il già traballante equilibrio: è un gigantesco cane akita, ottuso e testardo. E non c’è nulla da fare: Stupido, questo il suo nome, non se ne vorrà andare, innescherà anzi un’incredibile serie di meccanismi a catena fino a portare il povero Molise sull’orlo di un tragicomico disastro. Questo l’antefatto narrativo de “Il mio cane Stupido”, mentre nell’altro racconto, “L’orgia”, la voce narrante appartiene a un bambino e la storia è quella di un intenso rapporto di amore e odio tra padre e figlio.

ANALISI. Nonostante la pubblicazione postuma, “A ovest di Roma” non è affatto un’opera minore del grande scrittore americano John Fante. Sono sufficienti poche pagine per essere catturati dalle vicissitudini familiari di Henry Molise, alter ego dello scrittore. Quattro figli molto diversi tra loro e dai genitori, che l’uomo percepisce quasi come estranei. Anche il rapporto con la moglie si trascina stancamente, allora Molise vagheggia un ritorno solitario nella sua terra d’origine, l’Italia, e più precisamente a Roma. Mentre cerca di capire se questo suo sogno sia realizzabile o destinato a restare utopia, entra quasi di forza nelle loro vite un cane dallo strano comportamento: porterà scompiglio ma provocherà anche delle prese di coscienza importanti. Il racconto breve “L’orgia”, invece, descrive il momento esatto in cui finisce l’infanzia dell’autore. John Fante è uno scrittore di sconfinata intelligenza, ironia e umanità, che trasmette splendidamente attraverso la sua scrittura. “Il mio cane Stupido” è anche incredibilmente divertente.

L’AUTORE. John Fante , nato in Colorado nel 1909 e morto a Los Angeles nel 1983, è tra i maggiori scrittori del Novecento americano. Alla sua morte la moglie Joyce portò alla luce vari inediti tra cui “Un anno terribile” e “A ovest di Roma”, entrambi pubblicati da Fazi Editore, presso cui sono usciti anche “Full of life” e la raccolta delle “Lettere (1932-1981)”.

Il giudizio di Carmine
John Fante
A OVEST DI ROMA
1997, Fazi
Valutazione: 4½/5

Redazione Stato Quotidiano.it

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