Viene dalla voce di una filosofa, politica e saggista italiana un completo e dettagliato chiarimento sul Gender.

Mamma, papà e Gender” è infatti il titolo dell’ultimo libro di Michela Marzano, presentato lo scorso 14 gennaio 2016 all’Auditorium Santa Chiara di Foggia.

Fatti i debiti interventi introduttivi (Camera Minorile di Capitanata, la stessa Changes, l’Arcigay, l’Associazione Radicale Maria Tersa di Lascia), la Marzano ha preso la parola, per presentare il suo libro, ma nel corso della discussione si è introdotta ampiamente anche la problematica relativa agli aspetti legali sulle unioni civili, il ddl Cirinnà, lo Stepchild adoption.

 

Michela Marzano e i Gender studies

La Marzano è entrata subito nel vivo della discussione, chiarendo di cosa si parla quando si parla di “gender”. La parola, innanzitutto. Gender è un termine anglosassone che sta ad indicare, specificamente ed esclusivamente, l’appartenenza sessuale di un individuo. Quello che in italiano è tradotto con la parola “genere”. La Marzano ha quindi introdotto un chiarimento anche sui gender studies, studi di genere, per l’appunto, condotti a partire dagli anni ’60. I gender studies sono molteplici, e, di conseguenza, differentemente orientati. Bisognosi di una riabilitazione, se gli si raccoglie per classificarli, si individuano due linee di tendenza opposte.

Ad un capo, si pone la teoria secondo la quale le differenze tra uomo e donna non sarebbero solo di natura organica, biologica, ma anche comportamentale. Il comportamento di un individuo dotato di uno specifico sesso sarebbe determinato, quindi, a seconda del sesso di appartenenza. Al capo opposto si pone invece la posizione “queer”, che decostruisce del tutto gli stereotipi di genere, così pure le differenza di comportamento tra i sessi, attribuibile solo ai condizionamenti culturali. Al centro fra questi due orientamenti, si possono collocare una serie di specifiche e ulteriori sfumature. E questo è quanto.

Teorie del gender

In ambito accademico, l’elaborazione di una “teoria del gender” non avrebbe alcun riscontro. Sfruttano però questa nomenclatura una serie di trovate propagandistiche che distorcono gli studi di genere allo scopo di creare consenso su posizioni omofobe e sessiste. Si è avvalsa dell’esistenza, non confermata, di queste teorie una parte estremista del mondo cattolico, in particolare a Milano, ma non solo, sostenuta poi da alcune associazioni. La Marzano ha posto l’attenzione sul “minestrone” di teorie e concetti di cui si fa uso, ad esempio, nei video diffusi in rete e nei tentativi di creare panico. Identità sessuale, orientamenti sessuali, omosessualità e pratiche perverse come la pedofilia verrebbero messi in collegamento e confusi tra loro. Nello stesso calderone, stereotipi, problematiche e differenze sessuali verrebbero fuse in maniera altrettanto aleatoria.

Un po’ di chiarezza

Questa indeterminatezza attorno all’argomento si appoggerebbe, e avrebbe trovato purtroppo terreno fertile, sulla preoccupazione, del tutto comprensibile, che le famiglie condividono per l’educazione dei propri figli. Tuttavia, la differenza tra identità sessuale (il sesso di appartenenza) orientamento sessuale (da quale sesso si è attratti) e pratiche sessuali (suddivisibili poi tra quelle fisiologiche e quelle perverse, suscettibili di costituire reato) è chiara, o dovrebbe esserlo, a tutti. Come dovrebbe essere chiaro che, contrariamente anche a quanto promosso dalle associazioni che parlano di teorie del gender, non si sceglie a quale sesso appartenere, come non si sceglie il proprio orientamento sessuale.

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Bambini, cattolicesimo ed educazione. Il ddl Cirinnà.

Spiegando i motivi che l’hanno spinta alla scrittura del suo libro, la scrittrice, filosofa e deputata ha a lungo discusso di ragioni, storia personale, motivazioni culturali. A sua volta proveniente da una famiglia cattolica, tradizionale e del tutto “normale”(se si lascia passare il termine), ha portato all’attenzione il suo passato, l’anoressia, un fratello gay, gli studi, la residenza in Francia, dove insegna alla Descartes di Parigi.

Per entrare nel vivo, chiamata in precedenza a discutere dell’argomento nella trasmissione Panequotidiano, la Marzano ha dichiarato “Sono per la tutela dei bambini, certamente, ma sono per la tutela di tutti i bambini. Da cattolica, sono stanca della monopolizzazione del messaggio cattolico da parte di chi non considera affatto quanto il messaggio stesso sia inclusivo, e non esclusivo. Sarò costretta a lasciare il PD se si stralcia dal ddl la Stepchild Adoption”. E, proseguendo, “I bambini non appartengono a nessuno, sono degli individui dotati di soggettività, non sono oggetti della madre o del padre”.

Ma di cosa si parla quando si parla di padre e madre? Se si identifica la genitorialità con la biologia, che ingiustizia si commette verso i genitori adottivi, accompagnatori e tutori, invece, della crescita dei bambini?

Ancora, se crescere consiste nella capacità di “tenersi su”, paternità e maternità sono gli aspetti, diversi, che accompagnano questa crescita. Più nello specifico, la maternità, consisterebbe nella “capacità di evitare che la vita cada nel vuoto del non-senso”. La paternità sarebbe invece la capacità di “comunicare il senso del limite, insegnare come coniugare il desiderio e la legge”*

La deduzione conseguente è che, in quanto capacità, entrambe queste facoltà possano essere esercitate tanto da un uomo quanto da una donna.

*Michela Marzano cita qui Donald Winnicot, pediatra e psicoanalista inglese (1896-1971)

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