Sangalli Vetro, Manfredonia
PH: Antonio Troiano - Tutti i diritti riservati (Stato Quotidiano/04.11.2015) - Serata con Ballarò

Manfredonia. ”Salve Signor Menale, sono Lucia, lavoratrice della Manfredonia Vetro. Come da mia abitudine elimino le formalità quando parlo con personaggi come lei, quindi arrivo subito al dunque. Le scrivo in merito al suo maldestro (perché doveva calcolare con chi aveva a che fare) tentativo di utilizzare l’immagine dei miei colleghi e della Vertenza “Manfredonia Vetro” come propaganda in un mal riuscito tentativo di “arruffianamento” dell’opinione pubblica. La cosa che secondo il mio parere è peggiore di tutta questa vicenda è la disonestà intellettuale con la quale questa operazione di basso profilo è stata condotta. Le chiedo: se il suo intento benevolo fosse davvero stato quello di reperire professionalità, perché proprio tra noi lavoratori della Manfredonia Vetro? Penso le sia noto che da quasi un anno stiamo lottando per la salvaguardia del sito, del nostro lavoro e dei soldi degli italiani, sì proprio così “Caro Signore”: quasi 90 milioni sono soldi pubblici e quindi anche nostri! Sia chiaro a tutti che, nonostante la battaglia sia prioritaria, molti tra noi hanno dovuto guardarsi intorno (tanti hanno consegnato il proprio curriculum ad altre aziende) poiché le esigenze economiche e talvolta gli equilibri familiari rendono più vulnerabili. Ma come la nostra esperienza insegna, questo non significa che si smette di lottare, anzi si supporta la battaglia con più tranquillità, anche a chilometri di distanza (come accade ai nostri ex colleghi che sono stati assunti in altre realtà lavorative).

Quindi chi, tra i miei colleghi, è venuto all’incontro con lei, in merito alla questione Energas oltretutto non aveva ancora una posizione ben precisa, come invece la sottoscritta: “PER ME ERA ED E’ NO!”. Per le motivazioni la rimando ad altra sede di discussione. La cosa che trovo altresì indelicata e fuori luogo è che il suo gesto, all’apparenza benevolo, contiene nella proposta stessa un’offesa a tutti i sacrifici che abbiamo fatto e continuiamo a sostenere: da un anno lottiamo per riprenderci il nostro posto e lei che fa? Ce ne offre un altro proprio in questo momento in cui attendiamo notizie che ci auguriamo essere positive! Forse lei è al corrente di informazioni che danno la nostra azienda per spacciata? Altrimenti come si spiega tale gesto? E quindi, secondo tale logica, che farà? Le restanti 53 unità verranno reperite dalle altre aziende chiuse o in chiusura sul territorio (Vetrotec, Solage, BMP, Zadra)? Potrei riempirle un foglio… Inoltre, ha pensato al fatto che il vostro progetto limiterebbe l’operatività del nostro stabilimento? Noi abbiamo bisogno di un porto industriale senza limiti di accesso (per il carico del nostro vetro), limite che verrebbe invece imposto per problemi di sicurezza nel caso del carico del gas dalle navi cisterna.

Quindi non mi dilungherò ulteriormente e le dico con la massima tranquillità che ha sbagliato persone, luogo e tempo. Non so dove vive lei, ma qui il vento sta cambiando! Abbiamo imparato dal fallimento dell’industrializzazione selvaggia, senza progettualità, che questo territorio ha subìto per decenni, ma soprattutto è la gente di questo territorio, lavoratori e giovani in particolare, che ha alzato la testa con orgoglio e non permetterà più che si decida, con la logica di manovre scellerate di natura esclusivamente economica, del nostro futuro. Infine mi permetto di stipulare anch’io, insieme ai miei colleghi del presidio, un patto o protocollo d’intesa con la cittadinanza: “Salviamo la Manfredonia Vetro e le altre aziende!” Altro che 78 posti di lavoro…

Ci saranno centinaia di posti di lavoro e opportunità di formare delle professionalità (che lei invece vorrebbe sottrarre) e magari, se nel frattempo è rimasto anche lei senza lavoro, potremmo valutare il suo curriculum, ce lo faccia pervenire. Nell’augurarle buon rientro (non le resta che questo), la saluto!”-

(Lucia Piemontese e Presidio Manfredonia Vetro, Manfredonia 21 novembre 2015)

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