‪Manfredonia. Ci vorrebbe un po’ più di robusto anticonformismo. Nei ragazzi, perché resistano o magari invertano la pressione del gruppo che, quasi sempre indolentemente e, alla fine, anche noiosamente spinge verso l’uso e l’abuso di sostanze, alcol in primis. Come si fa a far passare che “figo” non è strafarsi sino a perdere coscienza e conoscenza di sé ma figo è bere con il limite ingranato perché “Io valgo”, sì proprio come la pubblicità di l’Oreal e non lo riproducono un altro cervello come il mio (ok, nel bene e nel male.. pur sempre un cervello originale!). Ci vorrebbe più anticonformismo nei genitori perché non facciano gli amici dei figli, ma sappiano dare sani rimbrotti e anche qualche scappellotto (motivato, chiaro, mai a casaccio e mai sul viso) a segnare la linea del confine invalicabile. Ma come facevano i nostri di bambini, dagli anni settanta a risalire, che gli bastava uno sguardo e nemmeno un mignolo?

Ma dove le vendono le spine dorsali robuste ma flessibili che le mode e i conformismi dei media non se le portino via? Vagonate di anticonformismo ribelle. Jeans a vita bassa, sigarette, risatone fragorose (a far vedere quanto mi diverto, non alla mamma) alcol e menefreghismo delle regole solo per quelli standard, di poca fantasia. Già visto, digerito e stravisto!! #anticonformismo per tutti.
(A cura della dottoressa Vittoria Gentile, Manfredonia 12 febbraio 2016 – Rubrica ‘Le fate ignoranti’)

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